Gazzetta di Reggio

Corteo Matildico, a Quattro Castella va in scena il Medioevo

Corteo Matildico, a Quattro Castella va in scena il Medioevo

Domenica 27 maggio c'è la rievocazione, per la prima volta i protagonisti saranno quattro: Matilde, Enrico V, Goffredo il Barbuto e Beatrice di Lorena (madre della grancontessa)

4 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Entra nel vivo il 53esimo Corteo Matildico, iniziato con la conferenza su Beatrice di Lorena tenuta dalla professoressa Tiziana Lazzari (Università di Bologna) e dal miniaturista Piero Colombani. Dal 25 al 27 maggio Quattro Castella sarà teatro di tornei, spettacoli, cene, mercati, giochi a tema medievale, fino ad arrivare alla rievocazione di domenica, “Destini imperiali”, durante la quale – per la prima volta – sarà rappresentato l’accordo prematrimoniale stretto da Beatrice di Lorena (madre di Matilde di Canossa) con Goffredo il Barbuto.

La storia sarà interpretata da quattro attori del MaMiMò, diretti dal regista e presidente del Comitato Matildico Stefano Giuranno: Cecilia Di Donato sarà Matilde, Valeria Perdonò sua madre Beatrice; a Simone Formicola il compito di interpretare Goffredo; Giusto Cucchiarini vestirà i panni di Enrico V.

«Non vedo l’ora che arrivi domenica – commenta Valeria Perdonò, attrice modenese ma ormai reggiana d’adozione – Nella mia attività artistica interpreto spesso ruoli femminili, ma è la prima volta che mi catapulto così tanto all’indietro nel tempo. Beatrice di Lorena era una donna modernissima. Una donna di rottura, una politica, una stratega mi viene da dire. Spesso porto in scena la storia di donne alle prese con lunghi e tormentati percorsi di emancipazione e affrancamento. Beh, Beatrice, anche e soprattutto con le dolorose scelte personali che l’hanno vista protagonista, è un esempio molto significativo».

Emozionata e impaziente anche Cecilia Di Donato, l’attrice reggiana, fondatrice e docente della compagnia MaMiMò, scelta per interpretare il ruolo di Matilde. «La marcia di avvicinamento al Corteo l’ho vissuta con gioia – racconta – Fare le prove direttamente nel castello, in quel Bianello vissuto proprio da Matilde in prima persona, ha reso ancora più concreto il ruolo che mi appresto a vivere domenica». E rivela: «La mia sarà una Matilde poliedrica, spirituale e stratega, monaca e guerriera. Una donna dalle mille sfaccettature che meriterebbe l’attenzione di una grande produzione cinematografica o teatrale, di una serie televisiva a lei dedicata per il ruolo universale che ha ricoperto durante la sua vita».

Viene da Rolo il nuovo Enrico V. Sarà infatti l’attore Giusto Cucchiarini a raccogliere da Andrea Gherpelli il “testimone” del ruolo principale al corteo matildico. Un testimone “pesante” visto che nell’albo d’oro del corteo spiccano nomi di primissimo piano del teatro italiano, da Michele Placido a Sebastiano Somma. «Sono molto felice e onorato di interpretare un personaggio così contraddittorio, ma nello stesso tempo così importante – commenta Giusto – Ho lavorato spesso in teatri all’aperto, interpretando drammi shakespeariani, ma è la prima volta che mi cimento in una manifestazione storica».

«Io ho avuto la fortuna di fare un’esperienza, che reputo meravigliosa, al Teatro Greco di Siracusa diretta da un maestro come Daniele Salvo – gli fa eco Valeria Perdonò – Trovarsi davanti a 7-8mila spettatori è un impatto indescrivibile. Mi dicono che al corteo matildico ce ne saranno ancora di più. Non vedo l’ora di provare questa sensazione».

Per il ruolo del “Barbuto”, famigerato patrigno di Matilde, è stato scelto l’attore romano Simone Formicola. «Diciamo che Goffredo ne ha fatte un po’ di tutti i colori – spiega – In gioventù ha messo a ferro e fuoco mezza Europa. Quindi cercherò di far emergere il suo lato più umano, di uomo semplice e d’azione attorniato da donne così carismatiche come Beatrice e Matilde».

Formicola avrà dalla sua una dote in più. «Ho frequentato diversi anni di scuola di combattimento in armatura. In un contesto come il Corteo potrà essermi d’aiuto. Non ho mai visto la manifestazione, ma ne ho sentito parlare un gran bene. Riuscire a coniugare storia e spettacolo in un’arena all’aperto piena di migliaia di persone va a merito degli organizzatori».

Della stessa idea Cecilia Di Donato: «Ho vissuto il Corteo da spettatrice tanti anni fa, ma ora è molto diverso, più teatrale e con un programma più ricco di momenti scenici. Va dato atto all’organizzazione e alla regia di aver introdotto elementi di spettacolo che rendono davvero unica questa manifestazione».

L’appuntamento con la storia è per domenica 27 maggio alle 18 nell’arena matildica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google