Fasano dà lezione al Rosebud «Sono un meticoloso creativo»
REGGIO EMILIA. Walter Fasano, uno dei più affermati montatori italiani, oggi alle 15 e domani alle 9.30 sarà al Rosebud per un corso di montaggio. Diplomato al Centro sperimentale di cinematografia...
REGGIO EMILIA. Walter Fasano, uno dei più affermati montatori italiani, oggi alle 15 e domani alle 9.30 sarà al Rosebud per un corso di montaggio. Diplomato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e laureato in storia del cinema al Dams di Bologna, ha collaborato con Dario Argento, Luca Guadagnino, Marco Ponti, Maria Sole Tognazzi, Lucio Pellegrini e Ferzan Özpetek. Nel 2013 ha firmato con Luca Guadagnino il documentario “Bertolucci on Bertolucci” presentato al Festival di Venezia. Al Rosebud discuterà con il pubblico sul ruolo e sul senso tecnico/artistico del montaggio nel processo creativo di un film, mostrando esempi vari e analizzando sequenze di film.
Com’è lavorare con Luca Guadagnino?
«Ho la fortuna di lavorare con registi che stimo e con i quali è nato negli anni un rapporto di sincera amicizia. Conosco Luca dal suo primo cortometraggio, nel 1996. A 25 anni aveva già le idee molto chiare. Ci siamo subito “trovati”: il terreno comune era la passione cinefila e soprattutto complete affinità di gusto. Casa dei genitori di Luca a Roma la domenica a pranzo era il porto di un gruppo di amici che tuttora lavora assieme».
Tra i film di Guadagnino, curati nel montaggio, quale preferisce?
«Ho montato praticamente tutti i film di Luca e la maggior parte dei suoi altri lavori (documentari, spot...)e sono ovviamente molto legato al film che abbiamo firmato insieme, “Berolucci on Bertolucci”, costruito per intero su interviste di repertorio al maestro. Mi piace molto il film musicale “Mundo Civilizado”. Ma per ognuno dei nostri lavori ho ottimi ricordi e ci sono almeno un paio di sequenze delle quali sono felice».
Se potesse lavorare con un regista, chi sceglierebbe?
«Tornerei a lavorare con Park Chan-Wook. Sarebbe favoloso montare con Bernardo. In generale mi piace l’idea di confrontarmi con sensibilità diverse dalla mia, anche da cinematografie molto diverse e lontane, o registi giovanissimi: ogni film è un percorso nuovo di scoperta. E poi due David: Lynch e Cronenberg».
E nel passato?
«Rossellini, Godard, Renoir, Antonioni, Antonio Pietrangeli, Max Ophuls, Bob Fosse, Nicholas Roeg, Andrei Zulawski, John Carpenter, Norman Jewison...».
Come definirebbe il suo lavoro di montatore?
«Credo di essere molto meticoloso. È la condizione per lasciare completamente libera la mia creatività». (r.s.)
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