Gazzetta di Reggio

L’orecchio del sabato si chiude... “senza bagaglio”

di Giulia Bassi
L’orecchio del sabato si chiude... “senza bagaglio”

Oggi pomeriggio al Peri l’ultimo incontro della rassegna con Darius Milhaud La docente Franca Bacchelli: «In realtà nella sua Suite il bagaglio c’è eccome»

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REGGIO EMILIA. Da tre anni Franca Bacchelli, docente storica di pianoforte dell’Istituto Peri, prende parte all’Orecchio del sabato con il compito “semplice” di introdurre all’ascolto un brano che gli studenti preparano con l’insegnante di musica da camera. Anche questa volta la Bacchelli è protagonista, a chiusura della rassegna 2018; l’incontro – in programma oggi alle 17 – porta l’allettante titolo: “Il viaggiatore senza bagaglio”.

L’allusione si collega al brano illustrato ed eseguito che è la Suite per clarinetto, violino e pianoforte di Darius Milhaud ispirata alla musiche di scena per il dramma “Le voyageur sans bagage” di Jean Anouilh. «Pensando ai contenuti di questa composizione e, letteralmente, al viaggiatore senza bagaglio – ci dice schiettamente Franca Bacchelli – altro che “senza bagaglio”! Questa musica è un compendio di tante culture... mai come in questi casi si percepisce una sintesi di stili, competenze e capacità di emozionare. Se parliamo esclusivamente di musica qui di bagaglio ce n’é... e tanto». E ragionando su Milhaud: «Mi viene da pensare ad una buona dose di ironia racchiusa in grande parte della sua musica che a volte ci fa anche sorridere».

La Suite è stata oggetto di studio nella classe di musica da camera di Maurizio Trapletti composta da Davide Borghi violino, Martina Di Falco clarinetto e Alessandro Curti pianoforte. Saranno loro gli esecutori del brano che prima sarà oggetto di un’analisi da parte della docente. «Farò un’introduzione generale, non dimenticando di soffermarmi sull’uso magistrale dei diversi ritmi unito alla capacità, da parte dell’autore di evocare atmosfere legate a suggestioni lontane. Anche per questo la musica “francese”, dalla scrittura così fascinosa e nel contempo garbata, in ogni caso piena di charme, trova in Milhaud, un’espressione personalissima». Nel guidare l’ascolto della Suite, la Bacchelli farà anche cenno alla tradizione tutta francese del saper trattare gli strumenti a fiato; infatti in questo pezzo la parte del clarinetto presenta una scrittura perfetta, mentre appare più scomoda e in un certo senso meno naturale, quella del violino.

«Tra gli esempi che farò – conclude – mostrerò i giochi ritmici tra tutti gli strumenti presenti nel primo movimento, quindi i passaggi in cui suonano solo in due, e la sorpresa del quarto movimento intriso di suggestioni legate alla musica brasiliana. Penso sia utile regalare questo tipo di sottolineature, che trasmettono in chi ascolta la voglia di poter riascoltare ancora una volta i momenti più significativi per non arrivare ad essere colti di sorpresa. Tante proposte possono spiazzare l’ascoltatore... ecco perché mi piace trattare repertori inusuali come è successo l’anno scorso con il Trio di Glinka per clarinetto, fagotto, pianoforte e due anni fa con Mozart, autore del Trio per clarinetto, viola e pianoforte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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