Gazzetta di Reggio

«Ora vi spiego perché sono cattivo»

di Adriano Arati
«Ora vi spiego perché sono cattivo»

Il comico Angelo Duro domani sera a Scandiano in chiusura di FestivaLove

3 MINUTI DI LETTURA





SCANDIANO. «Racconto il percorso che mi ha portato ad essere la brutta persona arrogante che sono oggi. Non è colpa mia ma di chi ho incontrato in questi 35 anni». Si presenta sardonico e provocatorio come da copione il comico Angelo Duro. “Il Nuccio-Vip” protagonista del programma televisivo “Le Iene” sarà a Scandiano domani dalle 21 in piazza Fiume, nell’ultimo spettacolo di FestivaLove. Angelo Duro è oggi un volto noto, e sul palco scandianese, solo, senza scenografie, poche luci ed un microfono, regalerà un’ora abbondante di monologo su di sé e sul mondo, chiamato non a caso “Mi stai guardando?”.

Che cosa vedremo a Scandiano?

«Racconto la storia di come la vita mi ha costretto a diventare cattivo, ognuno di noi è ciò che è perché gli altri ci hanno costretto ad esserlo, se oggi sono così non è colpa mia, do la colpa agli altri».

È sempre colpa degli altri?

«Seriamente, io sono uno che non si lamenta mai, non dà colpa agli altri, ma questo accade quando non si ha coscienza di sé: li altri li subisci».

E poi?

«Quando hai coscienza di te capisci che la colpa è tua, siamo padroni della nostra vita ma spesso siamo condizionati da come gli altri vorremmo che fosse. Le vite speciali non sono apprezzate dalla massa, che vuole vite omologate».

Perché, secondo lei?

«La gente non è abituata a cambiamenti, fa fatica ad accettarli, è più facile percorrere strade già percorse che scoprirne di nuove. E così il cambiamento può arrivare ma occorrono anni. In ogni epoca ci sono innovatori, ma di solito vengono presi per pazzi, poi quando muoiono vengono presi come ispiratori. Ma solo dopo».

Temi alti, no?

«Lo spettacolo è più terra terra, davvero. Cito quali sono i passaggi della vita di ognuno di noi, e quelli che volevano fossero i miei. Solo raggiungendo la maturità mi sono rifiutato di seguire gli altri. Oggi vivo in una condizione in cui non mi interesso del parere degli altri, e questo mi fa stare bene con gli altri».

È contento di sé?

«Questo spettacolo rappresenta la mia maturità, quello che volevo diventare. Ho 35 anni, ho maturato un’esperienza, racconto quello che sono, poi magari cambierò... esperienze di vita mi cambieranno. Se fra vent’anni diventerò padre, potrò raccontare cosa si prova, ora non posso. Oggi lo faccio con la mia sincerità».

Sincero? Davvero?

«Non esiste la verità, anche la verità è una bugia ma travestita bene. Quando tu dici che qualcosa è così, è così per te, per altri no».

Il gioco sul palco è questo?

«Sì, ma in maniera più semplice e arrogante. Nessuno vuole maestri, io voglio imparare dai miei errori. Io non faccio il maestro, racconto come è andata a me. Poi ognuno si regola».

Dalle sue parole emerge anche un certo lato oscuro, per così dire. È così?

«La negatività è necessaria, ti permette di far vedere la positività, io credo nella tristezza: è grazie alla tristezza se siamo felici e ce ne rendiamo conto».

Lo show è a pagamento (23 o 18 euro). Info: 0522-473920.

Oggi alla Rocca Michela Murgia (ore 16) e Beppe Severgnini alle 21.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google