Gazzetta di Reggio

Libro e mostra sulla Candida

Libro e mostra sulla Candida

Il volume sarà presentato oggi alla libreria Bizzocchi, le fotografie sono di Luigi Marmiroli

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REGGIO EMILIA. «Ciao nànii, mi dai 5.000 lire? Sai perché la vita costa cara».

Sarà presentato oggi alle 17 alla libreria Bizzocchi, in via Vittorio Veneto 6/a a Reggio Emilia, il libro fotografico “Candidamente Candida”.

Realizzato da Luigi Marmiroli (che sarà presente e felice di rispondere alle domande di quanti vorranno essere presenti), il volume si apre con un ricordo di Umberto Bonafini.

«Dove abitasse e dove dormisse francamente non l’ho mai saputo – queste le parole dell’ex direttore della Gazzetta di Reggio – né mi sono preoccupato di saperlo. Forse i pasti li consumava presso qualche agenzia di carità. La Mensa del Vescovo? Ma quelli erano affari suoi. Però ricordo benissimo la prima volta che l’ho incontrata de visu. Era un mezzogiorno ed ero dentro al bar Tropical, in piazza del Monte. Improvvisamente entrò la Candida carica di tutti i suoi fagotti che appoggiò ai piedi del banco. Con la sua voce gracida dalle migliaia di sigarette fumate ordinò un cappuccino. Il primo istinto fu quello di scansarla, ma ci pensò lei ad abbordarmi: “Mal peghet te?”, mi disse».

Sfogliando le pagine del libro, la Candida (che come lei stessa candidamente diceva aveva fatto “la vita” a Genova per più di vent’anni) torna un po’ tra noi: qui attraversa la strada con il suo “corredo”, lì fuma la prima sigaretta della giornata (seguita, a breve, dalla seconda, dalla terza e così via); eccola che chiede 5.000 lire, e poi, con una faccia che è tutto un dire, “Perché non me le dai?”. In quest’altra si ferma e come allora ci dice: “Dimmi nànii, hai bisogno?”.

In effetti un po’ sì. Perché, per dirla con Bonafini, la Candida «rappresentava l’iperbole di un sentire popolare che oggi non c’è più. Oggi personaggi popolari bisogna andarli a cercare nel Grande Fratello oppure nell’Isola dei Famosi. Ricordarla con una mostra fotografica significa far rivivere nella memoria una sorta di tempo che fu, ma che purtroppo è stato definitivamente cancellato».

La Candida – con le sue infinite borse e borsine, il berretto di lana calcato fin quasi sugli occhi, gli scarponcini con la zip – sarà anche al centro di una mostra alla Galleria 8,75 artecontemporanea, in corso Garibaldi 4. Lì, dal 9 al 30 giugno, Luigi Marmiroli esporrà infatti le sue fotografie. E la Candida di nuovo sarà tra di noi, candidamente. (m.r.)

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