Gazzetta di Reggio

“Passaggi”, teatro e danza nel segno della ribellione

di Giulia Bassi

Questo il tema della decima edizione il cui sottotitolo è “Canzoni, Rivoluzioni” Si parte il 15 settembre con il concerto di Enrico Rava e Stefano Bollani

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REGGIO EMILIA. Aperto è il festival multidisciplinare sulla contemporaneità che distingue la programmazione della Fondazione I Teatri. Lo dimostra anche il fatto che è stato scelto dalla nuova dirigenza per essere presentato in conferenza stampa alla presenza del sindaco Luca Vecchi. Evidentemente con il nuovo Paolo Cantù l’aria è cambiata e così la presentazione di Aperto 2018 (X edizione) è avvenuta all’interno di un discorso generale di rilancio dell’istituzione. Lo hanno ribadito sia il sindaco sia Cantù, puntuale, pragmatico ed entusiasta del suo lavoro.

La comunità. «Non sono frequenti le città come Reggio Emilia che mettono al centro la cultura come elemento di sviluppo e motore delle proprie attività – ha detto Cantù –. A Reggio il teatro con i cartelloni per tutti generi di spettacolo, è il simbolo dell’appartenenza di questa comunità. Nel mio ruolo spero di riuscire a costruire un sistema integrazione, sviluppare un dialogo tra le istituzione culturali, costruendo una rete di relazioni su atti concreti». E a proposito di centralità della cultura, per il sindaco Vecchi questo è il motivo per il quale «quattro anni fa scelsi in modo consapevole di tenere la delega della cultura».

Il tema. “Passaggi” è il tema di Aperto 2018 (dal 15 settembre all’8 dicembre) che Cantù ha illustrato insieme al consulente Francesco Filidei e Roberto Fabbi. Richiama l’importanza della trasformazione, fra rivoluzioni e canzoni. Inoltre si vuole mettere in luce quello spazio di utopia realizzata – le arti performative – in cui un corpo può cantare, una voce danzare, e mille confini possono essere infranti. Il programma si snoda attraverso i percorsi di programmazione: Rotte est-europee, Anti-pop songs, Sol # - concerti con parole, Teatro per la musica e per lo spazio, Danza & Confini, Circo, Kids.

Rotte est-europee. Vi rientra il concerto di Gidon Kremer della Chamber Orchestra of Europe e il progetto drammaturgico di Ivo van Hove sul ciclo di canzoni “Diary of one who disappeared”di Janáček, trasformato in lavoro di teatro musicale.

Anti-Pop songs. La performance di Enrico Rava e Stefano Bollani che il 15 settembre inaugurano il festival, quindi Giovanni Guidi e al suo Rebel Quintet con una commissione dedicata alle canzoni di lotta di tutto il mondo. A 25 anni dalla scomparsa di Frank Zappa, l’Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala ripropone T”he Yellow Shark”; e ancora il grande jazzista John Scofield, con il progetto “Country for Old Men”. “O Supersong”, è la nuova produzione del festival con il duo Cristina Zavalloni - Fabrizio Puglisi e l’Mdi Ensemble, il cui obiettivo è innescare relazioni fra canzoni, dai Beatles a Toquinho e musica contemporanea.

Sol#. La chitarra elettrica di Giacomo Baldelli; il progetto “Notturni” con il contrabbassista e compositore Daniele Roccato, mentre “Canzoni di guerra di lavoro e d’amore” è il progetto di Silvia Tarozzi e Deborah Walker. Infine, il trio Mirco Ghirardini - Andrea Rebaudengo - Simone Beneventi dedicano un concerto-performance al maggio 68 prendendone a emblema lo slogan “Les murs ont la parole.”

Teatro per musica e spazio. “Lontano da qui” è la nuova opera in musica di Filippo Perocco (regìa Claudia Sorace); un’opera sul cambiamento, la precarietà, la rinascita. Dopo il recente Leone d’Oro assegnato loro dalla Biennale Teatro, Antonio Rezza partecipa al festival abitando le sculture di Flavia Mastrella e continuando, con “Fratt_X”, ad ammonirci con anticonvenzionale ironia, quindi “Tango Glaciale”, uno spettacolo di Mario Martone che nel 1982 ha cambiato la storia della sperimentazione teatrale.

Danza & Confini. La Compagnie Wang Ramirez che pratica una danza radicata nell’hip hop, nella danza urbana e nelle arti marziali; il “Requiem pour L.” di Fabrizio Cassol e Alain Platel che riplasmano il Requiem di Mozart con materiale desunto dal jazz e dalla musica popolare africana. È dedicata a Bach, la serata di Aterballetto coreografie di Kylián e del giovane Diego Tortelli. La compagnia Rosas ripropone “Achterland” creazione del 1990 di Anne Teresa de Keersmaeker, con musiche dal vivo di Ligeti e Ysaÿe. Tre i protagonisti della nuova coreografia italiana: Manfredi Perego, CollettivO CineticO e Annamaria Ajmone.

Circo. Nell’àmbito di una collaborazione con il progetto belga “Bruxelles en piste” si collocano due spettacoli: “La Cosa” di Claudio Stellato, un viaggio artistico fra acrobazia, danza, magia e fisicità e “La Vrille du chat” della compagnia Back Pocket.

Kids. Comprende il secondo spettacolo della Compagnie Wang Ramirez: “We are Monchichi” e di Kinkaleri: “Butterfly” che fa scoprire ai bambini il mondo dell’opera e della musica di Puccini.

Per finire due chicche. La prima: Aperto ha varato un progetto di collaborazione con Romaeuropa Festival e Torinodanza. La seconda: Cantù ha anticipato che con ogni probabilità nel maggio 2019 arriverà “Bells and Spells” ideato e diretto da Victoria Thierrée Chaplin in programma al Festival di Spoleto.



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