“Sex & Revolution!” prorogata fino al 15 luglio
Grande successo della mostra allestita a Palazzo Magnani tra fumetti, rotocalchi e installazioni
REGGIO EMILIA. A seguito del grande successo di pubblico, è stata prorogata fino al 15 luglio a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, la mostra “Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)” che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70 attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, brani musicali, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. La rassegna, curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo, docente all’Università di Torino, promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Dioniso, è uno degli appuntamenti principali della XIII edizione di Fotografia Europea, che quest’anno ruota attorno al tema Rivoluzioni–Ribellioni, cambiamenti, utopie.
Vale la pema ricordare ancora una volta le ragioni della mostra. La rivoluzione sessuale degli anni ’60-70 ha cambiato gli stili di vita e l’immaginario sociale degli occidentali. I modi di pensare il sesso, la famiglia, il lavoro, la politica, lo Stato, sono radicalmente mutati sotto l’urto delle idee e delle pratiche emerse in quegli anni. La morale incentrata sulla sessualità monogamica, l’etica del lavoro e del consumo, la fiducia nello Stato e nelle istituzioni sono state sostituite, per una discreta parte degli abitanti delle nazioni industrializzate, dal primato del piacere, dal gusto per la sperimentazione sociale e sessuale, dalla speranza che il libero dispiegarsi di eros e corpo abbattesse il capitalismo militar-industriale. Intellettuali e artisti hanno proposto paradigmi sessuali fondati sul piacere, l’orgasmo, la liberazione del corpo, valorizzando una prospettiva «polimorfica» (cioè «dalle molte forme») che legittima ogni zona erogena come fonte di piacere. D’altro canto, le idee e le pratiche associate alla rivoluzione sessuale sarebbero rimaste entro l’élite culturale se gli anni Sessanta non fossero stati anche il decennio delle ribellioni studentesche, della controcultura e degli hippies, dell’emancipazione della donna e della ribellione dei gay. In tali ambienti quelle idee e quelle pratiche sono fermentate, hanno trovato campo d’azione, si sono trasformate in pratiche sociali.
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