Reggio Film Festival, dentro lo “specchio” con 1.665 cortometraggi
Tra le novità dell'edizione 2018 un premio dedicato allo scambio culturale
REGGIO EMILIA. Si è conclusa la chiamata per partecipare alla diciassettesima edizione del Reggio Film Festival, che si terrà dal 10 al 19 novembre in diversi luoghi della città. Un’adesione, anche quest’anno, davvero eccezionale: sono 1665 i cortometraggi, provenienti da tutto il mondo, ricevuti per il 2018. Lo staff del festival, guidato dal direttore artistico Alessandro Scillitani, è già al lavoro per selezionare le opere che verranno proposte al pubblico. Scillitani ci ha svelato in anteprima qualche novità.
Anche quest’anno c’è stata una partecipazione eccezionale. Da dove provengono i cortometraggi?
«Ne sono arrivati tantissimi, dai Paesi più diversi: dalla Svizzera al Vietnam, dall’Australia alla Corea del Sud, e ovviamente tanti anche dall’Italia. La qualità che contraddistingue il Reggio Film Festival è sempre molto alta, e l’intento è proprio quello di proporre una pluralità di sguardi a livello internazionale».
Come procede il lavoro dello staff?
«Siamo tutti volontari, attualmente circa una trentina. Alcuni sono esperti che lavorano in ambito cinematografico, altri sono invece appassionati. Mettiamo insieme le nostre competenze già a partire dal giorno successivo alla chiusura del festival dell’anno precedente, a cui seguono due fasi: una prima di raccolta e selezione delle opere più meritevoli, e una seconda che invece verte sulla progettazione del festival vero e proprio, tra serate di proiezione ed eventi collaterali».
Quale sarà il tema di questa edizione?
«Il tema sarà “Specchio/Mirror”, inteso sia come oggetto fisico che come tema di riflessione più ampio. Lo specchio è un mezzo spesso sfruttato dal cinema, anzi possiamo dire che il cinema stesso è uno specchio, che chiama in causa il motivo del doppio: il cinema può diventare specchio della realtà fino a trasformarla e trasfigurarla, ma allo stesso tempo serve come schermo in cui possiamo rifletterci. Da qui partiremo per declinare il tema dello specchio in una serie di incontri e spettacoli dedicati».
Quali e quanti premi sono previsti?
«Oltre ai soliti riconoscimenti, e cioè il Premio Giuria Popolare, il Premio Laicità, il Premio Family, quest’anno è stato istituito anche il Premio speciale Città Mondo riservato ai cortometraggi dedicati al dialogo interculturale. Nasce grazie alla collaborazione con l’assessorato a Città Internazionale, e vedrà diversi momenti di confronto con le città gemellate e amiche di Reggio».
Altre novità di quest’anno?
«L’altra novità riguarda invece il concorso “Diversi/Uguali. La differenza è creativa” dedicato ai giovani videomaker dai 18 ai 29 anni. Si tratta di un concorso promosso dal Comune per sensibilizzare le nuove generazioni alla valorizzazione della diversità, e che quest’anno, per la prima volta, avrà une sezione specifica all’interno del festival».
Com’è cambiato il festival, dopo quasi vent’anni?
«È partito come una piccola manifestazione locale e nazionale, e via via, nel giro di qualche anno, è diventato un’occasione di respiro internazionale. Il che è sicuramente dovuto anche alla rivoluzione digitale e all’aumento delle possibilità, per ciascuno, di accedere agli strumenti per la creazione di materiale audiovisivo. Oggi abbiamo a disposizione una miriade di possibilità, e il punto di forza del Reggio Film Festival, da sempre, è proprio quello di riuscire a districarsi in questa giungla per offrire uno spettacolo di grande qualità».
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