DA FERRARI A HAYEZ I TESORI NASCOSTI DELLA “MALDOTTI”
Un nuovo importante appuntamento per la storia culturale di Guastalla è in programma domani alle 17.30, al primo piano del Palazzo Ducale. A quell’ora è fissata l’inaugurazione dell’allestimento...
Un nuovo importante appuntamento per la storia culturale di Guastalla è in programma domani alle 17.30, al primo piano del Palazzo Ducale. A quell’ora è fissata l’inaugurazione dell’allestimento permanente della quadreria Maldotti una selezione di circa 50 dipinti appartenenti alla collezione della storica e omonima biblioteca.
Il percorso espositivo, ideato e curato dal professor Ivan Cantoni, è incentrato sul formarsi della collezione nel tempo, dall’ingresso del primo dipinto nel 1812, sino alle donazioni della seconda metà del Novecento. Una scelta di questo genere presenta numerosi elementi di interesse rispetto a una semplice organizzazione cronologica o per temi. Soprattutto, evidenzia il legame essenziale della raccolta con il territorio e il collezionismo nell’area guastallese. Le prime acquisizioni sono ritratti di uomini politici, intellettuali e religiosi: chi ha donato opere pittoriche o sculture pensava infatti, inizialmente, più al loro valore di documenti per la storia locale che non alla qualità estetica e artistica.
Un lascito risalente al 1889 cambiò radicalmente la natura della quadreria: la raccolta di don Luigi Antonelli, un esempio di collezione ottocentesca di altissimo livello, probabilmente costituitasi nei secoli attraverso acquisti e lasciti testamentari di diverse famiglie. Al percorso principale che segue i più importanti lasciti si affiancano altri percorsi tematici che sviluppano alcune suggestioni (per esempio il tema della ritrattistica dei signori di Guastalla nel periodo gonzaghesco) o sottolineano l’importanza di artisti di cui la Maldotti possiede un corpus nutrito di opere.
L’allestimento è stato progettato e curato dall’assessore alla Cultura del Comune di Guastalla Gloria Negri, che ha collocato i dipinti su pannelli in legno di colori neutri e ha voluto un’illuminazione specifica per ogni opera, con ampiezza e intensità del fascio luminoso adattabili caso per caso. Ogni sala è introdotta da un breve pannello didattico che racconta le circostanza in cui i dipinti esposti sono entrati in biblioteca, e traccia un sintetico profilo dei donatori. Fino ad oggi i dipinti che costituiscono la “quadreria” sono stati conservati e in buona parte restaurati a cura della congregazione della biblioteca, che non dispone però degli spazi per esporli in condizioni adeguate a una corretta fruizione da parte del pubblico e degli studiosi, mentre a Palazzo Ducale trovano un contesto che si presta perfettamente al loro prestigio.
La quadreria comprende alcune opere di particolare pregio come “Arria e Peto” di Luca Ferrari, “Lot e gli angeli” di Marcantonio Franceschini, “Santa Caterina di Alessandria” di Giuseppe Bazzani, una preziosissima “Madonna col Bambino” a fondo oro del XIV secolo, un acquerello di Francesco Hayez, un piccolo olio su cartone di Giuseppe di Nittis e alcune fra le tele più significative del guastallese Antonio Gualdi, un Mazzacurati degli anni Trenta (“Ritratto di Rufo Paralupi”), per non citare che alcuni esempi.
La quadreria sarà visitabile negli orari di apertura dell’Ufficio informazioni turistiche che svolgerà anche funzione di biglietteria e di ingresso al percorso. Al termine della presentazione il pubblico sarà condotto da Cantoni in un percorso attraverso i dipinti e la loro storia.
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