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Cavriago si trasforma in Spoon River

Cavriago si trasforma in Spoon River

I morti del Cimitero Napoleonico “in vita” grazie a epitaffi e quadri

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CAVRIAGO. Cimitero deriva dal greco antico, significa “dormitorio”. A quel tempo i morti non erano tenuti lontano ma riposavano lungo le strade che conducevano alle città; e i vivi, camminando, si fermavano a leggere gli epitaffi incisi sulle lapidi, dialogando con chi non c’era più. Anche a Cavriago, sabato, la morte ha smesso di fare paura. A compiere la “magia” sono stati Brunetta Partisotti, Giuseppe Pagoto e Mila Montanari dell’associazione Carmen Zanti. I primi due hanno creato epitaffi per raccontare le vicende dei cavriaghesi sepolti nel Cimitero Napoleonico, la Montanari (allieva di Mario Pavesi) ha realizzato quadri evocativi, mostrando il dolore, la delusione, la paura, la vita. Dislocati lungo il sentiero del Parco del Rio, al di là e al di qua di un ponticello, i dipinti hanno traghettato il pubblico tra l’ieri e l’oggi e, attraversando il silenzio, hanno riportato alla luce i “Canti della terra”. I quadri e gli epitaffi saranno esposti in piazza Zanti, nei locali della ex biblioteca, fino al 1° luglio.

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