Gazzetta di Reggio

recensione 

Cipollina e i capricci dell’esistenza

 Cipollina e i capricci dell’esistenza

“Ballata di provincia”: un affresco ironico sulle debolezze umane

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. In treno capita che lo sguardo si perda libero oltre il finestrino e si interrompa a una fermata posandosi su persone, smorfie e affanni, diventando avido di particolari. Un dettaglio può custodire una storia. Con abilità narrativa e questa stessa minuzia nel setacciare la quotidianità per disegnare un altrove, Igor Cipollina, classe ’75, giornalista della Gazzetta di Mantova, ha dato vita a “Ballata di provincia” (Edizioni della Sera) il primo romanzo di carta dopo gli ebook “Tornando a casa” e “Mura Mura”.

E su un palcoscenico popolato da eroi storti e vite sospese, prende vita questo nuovo libro. Una storia che diverte ma non rinuncia a puntare il dito contro i mostri edilizi che sfregiano la natura, che avvince per le reazioni umane agli eventi e ci accompagna con un sottofondo virtuale. Il romanzo inquadra la vita da prospettive diverse, non segue una linea cronologica ma sguinzaglia i personaggi verso i loro destini. Ci si apre un varco tra le pieghe di esistenze apparentemente slegate ma, in realtà, sempre più unite dallo stesso desiderio di affrancarsi da una vita opaca. L’incedere è musicale, ritmo e ambientazioni cambiano, ma non la solidità della trama che punta, con pungente ironia, a dare risalto al divario tra vissuto e aspirazioni.

Tre amici trentenni, poche occasioni di svago, un mucchio di case in un perimetro che rassicura e opprime. L’autore, con il suo stile riconoscibile e un linguaggio a tratti colorito, ci rende familiare questo microcosmo che misura duecento passi, dalla chiesa al chiosco di arachidi, ceci tostati e semi di girasole.

Tutto muta quando spunta Camelot, mastodontico centro commerciale che assomiglia a un maniero delle fiabe e, tra eccitazione e sconcerto, sposta il baricentro del paese. In un susseguirsi di situazioni nulla sarà più come prima. Amori, desideri, certezze. E, a cementare la frattura tra la vita lenta della comunità e il vortice della società dei consumi, si fa largo una girandola di personaggi a tratti grotteschi. Coppie malassortite per il reality trash in tv, liti, vendette e imbarazzi in diretta. Perché tutto, ma proprio tutto fa spettacolo. Se dalle sfumature si coglie che per alcuni l’autore immagina un futuro diverso, per altri resterà solo la certezza della propria rassegnazione. Non solo. Ultimo baluardo prima della resa, anche il paesaggio sarà definitivamente colpito dalla mano dell’uomo. Nemmeno arrampicandosi sulla parte alta del paese lo sguardo, impigliato irrimediabilmente alla finta fortezza, riuscirà più ad arrivare al mare. (cdp)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google