Svelati i tesori della Maldotti in mostra a Palazzo Ducale
Si tratta di una cinquantina di opere d’arte messe a disposizione del pubblico Tra gli autori dei quadri anche Luca Ferrari, Antonio Gualdi e Francesco Hayez
GUASTALLA. Un autentico patrimonio artistico che finalmente è a disposizione dei cittadini guastallesi e dei visitatori. Questo il messaggio principale trasmesso dalla presentazione ufficiale della quadreria Maldotti, avvenuta sabato pomeriggio a Palazzo Ducale.
Davanti a un pubblico di oltre duecento persone, ad aprire il ciclo di interventi è stato il direttore della biblioteca Maldotti, Gino Ruozzi, che ha definito i quadri trasferiti dalla biblioteca al primo piano del Palazzo «veri e propri tesori», seguito dal sindaco Camilla Verona che ha sottolineato l’importanza dell’operazione culturale con una citazione di Picasso: «L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni», ringraziando tutti i soggetti che ne hanno permesso la realizzazione, tra cui il Rotary Club. A seguire, l’intervento di don Alberto Nicelli vicario del vescovo, che ha provocato un sentito applauso quando ha ricordato don Giancarlo Bellani, storico direttore della Maldotti che in passato aveva ipotizzato un trasferimento delle opere, mentre l’assessore alla cultura Gloria Negri, curatrice dell’allestimento, ha speso parole d’elogio per il «gioco di squadra» che ha portato a concretizzare il progetto.
Al termine, parola al professor Ivan Cantoni, curatore del percorso: prima ha elaborato un excursus storico sui quadri e le loro caratteristiche, per poi condurre i presenti, dopo il taglio del nastro, in un interessante “viaggio” tra le opere, reso ancora più suggestivo dall’accattivante illuminazione curata da Daniele Canuti di ArtecLightDesign, grazie alla quale i quadri – in una generale penombra – vengono valorizzati da una luce che sottolinea i loro contorni.
La quadreria Maldotti è una selezione di circa 50 dipinti appartenenti alla collezione della storica e omonima biblioteca guastallese. Il percorso espositivo è incentrato sul formarsi della collezione nel tempo, dall’ingresso del primo dipinto nel 1812, sino alle donazioni della seconda metà del Novecento, che evidenzia il legame della raccolta con il territorio e il collezionismo nell’area guastallese. I dipinti sono stati collocati su pannelli in legno di colori neutri, e ogni sala è introdotta da un pannello didattico. Fino ad oggi sono stati conservati e in buona parte restaurati a cura della congregazione della biblioteca, che non dispone però degli spazi per esporli in condizioni adeguate a una corretta fruizione da parte del pubblico, mentre a Palazzo Ducale trovano un contesto che si presta perfettamente al loro prestigio.
La quadreria comprende – tra le tante – alcune opere di particolare pregio come “Arria e Peto” di Luca Ferrari, “Lot e gli angeli” di Marcantonio Franceschini, “Santa Caterina di Alessandria” di Giuseppe Bazzani, una preziosissima “Madonna col Bambino” a fondo oro del XIV secolo, un acquerello di Francesco Hayez, un piccolo olio su cartone di Giuseppe di Nittis e alcune fra le tele più significative del guastallese Antonio Gualdi, un Mazzacurati degli anni Trenta (“Ritratto di Rufo Paralupi”).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
