Tortelli, rugiada e noci nel “menù” di San Giovanni
REGGIO EMILIA. Rugiada, falò e lacrime del santo, mischiate a tortelli, nocino ed erbe buone.La notte di San Giovanni, il 23 giugno, è davvero un momento di magia e di tradizione, di richiami a miti...
REGGIO EMILIA. Rugiada, falò e lacrime del santo, mischiate a tortelli, nocino ed erbe buone.
La notte di San Giovanni, il 23 giugno, è davvero un momento di magia e di tradizione, di richiami a miti e usanze ancestrali ancora – e per fortuna – radicatissime nella nostra cultura. Viene festeggiata qualche giorno dopo il solstizio d’estate, la data solare per eccellenza, quella in cui il giorno più a lungo domina sulla notte. E viene da sempre usata per segnare l’avvio della stagione calda.
Una ricorrenza antichissima che nell’Europa cristiana è stata poi sincretizzata trasformandosi nell’anniversario di San Giovanni, non certo un santo minore. La rugiada, elemento fondamentale di queste credenze, rappresenterebbe proprio le gocce di sangue che cadono dal capo del martire.
Nei secoli, tutto questo si è veicolato nell’uso – in cucina, nella medicina e nell’igiene – dei vari prodotti. Le erbe e i frutti bagnati dalla santa rugiada prenderebbero caratteristiche prodigiose: in gastronomia il sapore è migliore, più forte e intenso; nella medicina tradizionale, per così dire, piante e foglie assortite assumerebbero poteri quasi “magici”.
Finiti i tempi dei roghi, ci si può concentrare sulla tavola. In terra reggiana, si parla principalmente di pasta fresca e liquori, o meglio di tortelli verdi e nocino. I tortelli classici, se fatti con le erbe raccolte con la rugiada “magica”, sarebbero ancora più buoni.
Discorso identico per il nocino: da sempre le noci alla base del liquore tipico vengono prese dalla pianta durante la notte di San Giovanni, per donare un aroma altrimenti irripetibile. Per questo, nelle prime ore dell’alba fra il 23 e il 24 giugno, contadini e contadine erano pronti ad andare nei campi, frutteti e boschi per riempire gerle e sacchetti da portare poi nelle cucine e nelle cantine. Pronti per essere trasformati in tortelli e liquori... speciali.
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