Ventisei anni di Romagna in piazza a Montecavolo
Il chiosco è stato aperto nel 1992, era di appena otto metri quadrati Intuizione di Maria Venturi di Santarcangelo e del figlio Stefano Grossi
QUATTRO CASTELLA. Che sia facile trovare Montecavolo in un angolo di Romagna, no, proprio non lo è. Che sia facile trovare “L’angolo della Romagna” a Montecavolo lo è decisamente di più. Ed è così da oltre un quarto di secolo. Da ventisei anni per la precisione.
La piadina, il chiosco. Un pezzo di Romagna che trasloca in Emilia. La piadina, il chiosco. Che si affaccia su piazza Nilde Iotti nella frazione castellese. «Volevamo provare a fare qualcosa di diverso – dicono i titolari Stefano Grossi e Maria Venturi – E così abbiamo pensato al chiosco di piadine». «Mia mamma Maria Venturi – racconta Stefano – è di Santarcangelo di Romagna. Sua madre e le mie zie hanno sempre gestito un chiosco in Romagna. È un’idea nata così, idea che col tempo abbiamo sviluppato. Dovremmo essere stati i primi in provincia e, in origine, non nascondo che un pizzico di diffidenza ci fosse: non tutti conoscevano questo meraviglioso prodotto romagnolo. Poi un po’ di bravura nostra e un po’ di fortuna, beh, insomma... eccoci qui».
Era il 1992. «Chiosco in vetroresina, come quelli tipici della Riviera – dice Grossi – Otto metri quadrati di superficie (ride, ndc), un investimento certamente non eccessivo. All’inizio ci lavorava solo mia mamma, io facevo il falegname e venivo a dare una mano. Avevamo 5/6 tipi di piade, le grandi classiche. Adesso siamo oltre i cento tipi. Si apriva solo nei fine settimana. Poi, vedendo che la clientela aumentava, aprivamo per l’intera stagione estiva, fino ad arrivare a rimanere aperti tutto l’anno in una struttura più ampia. Dal 1997 anch’io sono entrato in pianta stabile nell’organico della piadineria».
Ventisei anni di attività. Sempre lì, sempre in piazza Iotti. E sempre a Montecavolo. «Cambiato, senza dubbio. Ma in meglio – evidenzia Maria Venturi – Un paese vivo in cui, soprattutto durante i mesi estivi, c’è sempre movimento. In questa piazza abbiamo visto nascere tante compagnie e ormai siamo un punto di ritrovo e di aggregazione per i ragazzi della zona». Qualche diffidenza all’inizio. «Perché non tutti conoscevano bene il sapore e la magia della piada, magari soprattutto tra i meno giovani», dice Grossi.
«Buonasera Stefano»: una signora sull’ottantina si affaccia alla cassa del chiosco e interrompe il titolare. «Ti lascio il solito ordine, Stefano, passo verso le sette e mezza». «Bene, a dopo».
«Come vedi, adesso è tutto diverso – sottolinea Grossi con un sorriso – Abbiamo clienti di tutte le età, tanti giovani e meno giovani. E tante famiglie, con gente anche da Reggio che arriva qui per la piada e per gustarsi il fresco che le nostre colline ci riservano sempre nelle sere d’estate».
Ventisei anni fa, un’avventura nata in otto metri quadrati. Che poi, col tempo, son diventati di più. Perché ormai si sa: trovare Montecavolo in un angolo di Romagna è difficile, ma trovare “L’angolo della Romagna” a Montecavolo è una certezza.
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