Gazzetta di Reggio

La Filarmonica del Tricolore omaggia Rossini ai chiostri

di Giulia Bassi
La Filarmonica del Tricolore omaggia Rossini ai chiostri

In programma anche Bernstein, Schwarz, De Haan, Van Der Roost, Moser Il direttore Stefano Tincani: «Un viaggio attraverso epoche e continenti diversi»

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REGGIO EMILIA. L’ultima performance l’aveva fatta in occasione del memorial per Antonio Bonfrisco, che della Filarmonica Città del Tricolore oltre che uno dei componenti, era stato il presidente fino a due anni fa, l’anno della morte. Ora il palcoscenico del chiostro di San Domenico (l’appuntamento è stasera alle 21.30 nell’ambito di Restate) sarà tutto per i suoi 70 musicisti ed il suo attivissimo ed appassionato direttore Stefano Tincani, alla sua guida della formazione da 12 anni.

In programma musiche di Rossini Bernstein, Schwarz, De Haan, Van Der Roost, Moser. «È da sei anni che facciamo questo concerto e siamo contenti che avvenga in un luogo dell’Istituto musicale Peri con il quale siamo convenzionati – commenta Tincani – Per noi è un appuntamento importante in quanto ci costringe ad affrontare un repertorio complesso». Oltre ai componenti “storici”, la Filarmonica è formata da molti ragazzi del Peri e un nucleo consistente proviene dalla scuola di musica con sede all’istituito comprensivo Pertini coordinato dallo stesso Tincani: una realtà di 280 ragazzi che comprende anche una banda per i più piccoli. «Stupisce questa bella commistione di musicisti con gradi diversi di preparazione – aggiunge – Lo riscontro sempre quando dobbiamo preparare concerti come questo o le nostre performance di rito il 25 aprile o il 2 giugno». In ogni caso il repertorio della Filarmonica è indubbiamente ricco per un gruppo affiatato, vivo e competitivo: infatti dal 2014 ha partecipato a due concorsi interazionali per orchestre di fiati a Riva del Garda ottenendo punteggi alti; inoltre, oltre ad aver inciso un cd, andrà in Polonia in tournée l’anno prossimo.

Per quanto riguarda il concerto di stasera, il programma prende le mosse dall’ouverture de L’Italiana in Algeri per un omaggio a Rossini in occasione dei 150 della morte. «La proposta musicale della Filarmonica Città del Tricolore – spiega Tincani – è un percorso che accompagnerà l’ascoltatore attraverso i cinque continenti con brani che parlano di epoche e storie diverse, ma che hanno come denominatore comune l’uomo e il viaggio in culture differenti fra loro».

Quello che si raccomanda il direttore è di chiamare la sua filarmonica, orchestra di fiati e non banda: «In Italia il termine “banda” si riferisce a un organico strumentale che suona alle cerimonie o alle feste di paese. La nostra “banda”, invece, è un’orchestra sinfonica di fiati che ha un ruolo istituzionale, e che è diventata tale grazie ad un impegno formativo continuativo. E se l’orchestra sinfonica la troviamo in teatro (è il pubblico che va da lei), l’orchestra di fiati porta la musica alla gente: è l’unico organico musicale che può fare un concerto elaborato in situazioni popolari. Il termine banda è stato comunque banalizzato, poiché banda sta per “sotto la bandiera” della casata nobiliare: sotto lo stendardo nobiliare un gruppo musicale suonava nei momenti di rappresentanza. In Italia si è poi screditato legandolo all’attività propria del musicista dilettante. Nel prendere le distanze da queste opinioni, la gente ci segue. Ne è una dimostrazione il Concerto di Natale in un teatro Ariosto esaurito con 200 persone fuori che volevano entrare».

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