«Contento che siano visibili dai reggiani»
«Le opere d’arte devono essere viste. Il loro posto non è nei luoghi chiusi dei magazzini e dei musei, che pure hanno il compito di preservarle, ma devono essere possedute nelle abitazioni e negli...
«Le opere d’arte devono essere viste. Il loro posto non è nei luoghi chiusi dei magazzini e dei musei, che pure hanno il compito di preservarle, ma devono essere possedute nelle abitazioni e negli spazi pubblici». È con queste parole che ha esordito ieri mattina il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, in visita in questura per esprimere la sua soddisfazione circa la collaborazione fra diocesi e polizia reggiana. «Mi fa molto piacere – ha proseguito Camisasca – che alcune opere che custodivamo negli archivi del Museo diocesano siano adesso visibili in un luogo di servizio per la popolazione com’è la questura. Per me è ragione di grande gioia e dimostrazione di gratitudine per tutti coloro che servono questa comunità alle dipendenze della questura, apprezzo molto il lavoro significativo che svolgono a tutela della vita quotidiana dei reggiani e della sicurezza».
Parlando proprio della quotidianità, il vescovo ha poi sottolineato come ci sia «un grande bisogno di sicurezza» e «sono d’accordo che quella percepita sia minore di quella reale. Ma dobbiamo comunque rispondere alla popolazione a questo riguardo». La visita di Camisasca, prima di pranzare con i poliziotti alla mensa della questura, si è conclusa con un messaggio lanciato agli agenti e alle loro famiglie: «Conosco e sono amico di Di Cicco e Battisti – rispettivamente il dirigente della Digos e della Squadra Mobile, ndr – e so che essere umani di fronte alla delinquenza non è semplice, e per questo vi ringrazio molto. Quando vedo in città dei poliziotti prego sempre per voi e per le vostre famiglie, per i vostri bambini, possiate vivere una vita serena, una vita feconda, una vita bella».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google