Al fianco dei cittadini reggiani dal Risorgimento ai giorni nostri
LA STORIAEra il 1860 quando i reggiani ebbero per la prima volta fra le mani la loro Gazzetta. In città comandava Luigi Carlo Farini e non si era ancora svolto il referendum per l’annessione al Regno...
LA STORIA
Era il 1860 quando i reggiani ebbero per la prima volta fra le mani la loro Gazzetta. In città comandava Luigi Carlo Farini e non si era ancora svolto il referendum per l’annessione al Regno d’Italia. Nella Gazzetta, di stampo liberale, si riconoscevano i ceti dominanti di quell’epoca.
La situazione cambiò radicalmente nel 1921, quando il giornale cadde sotto il controllo della locale federazione fascista che ne cambiò la testata in “Il Solco Fascista”, con tutto quello che ne conseguì in quanto a linea politica. Non a caso le pubblicazioni cessarono il 26 luglio 1943, all’indomani della caduta del governo di Mussolini. Durante il breve periodo di Badoglio, il giornale non venne prodotto.
Con il ritorno alla libertà, il giornale visse una nuova primavera e, sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale, modificò nuovamente la testata, diventando “Reggio Democratica”. Nome che rimase per un breve periodo, perché presto venne ripristinata la denominazione Gazzetta di Reggio. Le pubblicazioni proseguirono fino al gennaio del 1977, quando la società editoriale fu dichiarata fallita.
Per poco più di quattro anni il quotidiano dei reggiani non andò in edicola. Era il 3 marzo 1981, quando la Gazzetta di Reggio trovò nuova vita grazie all’Editoriale le Gazzette spa e poi a Finegil-l’Espresso. Direttore di un giornale che si presentava come radicalmente nuovo, per impostazione e per contenuti, era Umberto Bonafini. Rapidamente la nuova Gazzetta di Reggio seppe conquistarsi un proprio spazio, catturando lettori in ogni fascia sociale e acquisendo autorevolezza. Il giornale diventava con il tempo sempre più il compagno di viaggio nella giornata dei reggiani.
La direzione di Umberto Bonafini si protrasse per 17 anni, fino al settembre del 1998 quando, anche in concomitanza con l’arrivo di sostanziali novità dal punto di vista tecnologico, al suo posto subentrò Luigi Carletti.
Fu quella l’epoca in cui la Gazzetta di Reggio divenne stabilmente il primo quotidiano della provincia per vendite e diffusione.
In seguito, alla guida del giornale si sono avvicendati Enrico Grazioli, Fiorentino Pironti, Antonello Francica, Augusto Ditel, Sandro Moser e Paolo Cagnan che hanno accompagnato la Gazzetta in una serie di cambiamenti (a cominciare dall’uso del colore e del web) che l’hanno posta all’avanguardia nel mondo dell’informazione. Oggi è Stefano Scansani che affronta la nuova sfida di una veste grafica rivoluzionaria. —
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