Cinque maniere di fotografare Reggio (quella bella)
i giudiziDurante la serata nella Sala degli Specchi sono state proiettate le cinque fotografie scelte dalle redazione fra le centinaia che hanno partecipato alla rassegna “Reggiodarte”.I cinque...
i giudizi
Durante la serata nella Sala degli Specchi sono state proiettate le cinque fotografie scelte dalle redazione fra le centinaia che hanno partecipato alla rassegna “Reggiodarte”.
I cinque autori hanno ricevuto un attestato commestibile, ovvero una punta di Parmigiano Reggiano, offerta dal Consorzio.
I loro nomi con i titoli delle fotografie: Claudia Bortolani con “I Love Reggio”, Enrico Triolo con “Il Guardiano”, Andrea Benelli con “Ieri e Oggi”, Wainer Bigi con “Il Salotto Buono”, Francesca Turini con “Reggio... Insieme”.
Va detto e ripetuto che tutte le fotografie che sono pervenute in redazione erano e sono degne di nota: intriganti, curiose, inaspettate.
Tutte hanno centrato il tema dell’iniziativa: Reggio d’Arte, cioè quella città frequentemente inosservata, quella bella, anche indedita, gradevole che passa in second’ordine rispetto alla denuncia di brutture, smemoratezze e degrado.
Risultato: i reggiani sanno apprezzare il patrimonio visivo della comunità, lo amano e ne traggono parecchie ispirazioni.
Come è capitato a Claudia Bortolani, Enrico Triolo, Andrea Benelli, Wainer Bigi e Francesca Turini. La nostra redazione ha scelto le loro fotografie per la varietà, gli eterogenei punti di vista, le tante maniere di capire, interpretare ed esprimere Reggio Emilia.
C’è chi lo ha fatto attraverso un’emergenza architettonica contemporanea del tutto nuova (uno dei ponti di Calatrava) intravedendo una dichiarazione d’amore per la città e chi ha immortalato il classico dei classici, ovvero uno dei leoni cinquecenteschi in marmo rosso che popolano piazza San Prospero con la sua qualità di custode, guardiano, osservatore dello scenario architettonico che ha di fronte, la cupola e l’abside della cattedrale.
C’è invece chi ha optato per la visuale prospettica notturna della rinnovata Piazza Martiri con la fontana illuminata quanto l’ex isolato San Rocco e il teatro Ariosto sul fondo. In primo piano il monumento ai caduti della Resistenza, giocando così fra elementi storici e la città dell’oggi.
Un altro fotografo ha invece cercato la gente, quella che popola le piazze che con la buona stagione diventano un salotto, luogohi di discussione e incrocio di lingue, provenienze, viaggi. Infine la musica che riflette, riverbera la città. —
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