Arte, lettura e design si ritrovano a”Rebell” un luogo mistico tra passato e futuro
L’inaugurazione il 4 luglio (ore 19) in via Monzermone 3 Da chiesa a cuore del ghetto ebraico a spazio polifunzionale
REGGIO EMILIA
Prima chiesa, poi negozio d’abbigliamento. E adesso? Dopo anni di chiusura, ecco che da mercoledì 4 luglio (inaugurazione ore 19) riprende vita diventando uno spazio polifunzionale. Stiamo parlando di “Rebell”, in via Monzermone 3/d, un luogo dal passato mistico, in cui ora è possibile assaporare un piatto, ammirare opere d’arte e design, progettare la propria casa, fare meeting, leggere libri e uscire con idee regalo. Abbiamo incontrato Eleonora Reggiani, ex responsabile comunicazione di importanti brand, oggi curatrice del progetto per farci raccontare qualcosa di più di questa proposta molto originale.
Partiamo dal nome: perché “Rebell”?
«“Rebell è il termine più assonante con lo spirito di questo progetto, che sin dall’inizio ha rappresentato un insieme di intenti realmente… ribelli. In primis per il fatto di metterci insieme in un periodo storico dove tutto sembra remare nella direzione contraria. E, sempre nel segno della ribellione, abbiamo deciso di investire nel design, nell’arte e nella cultura nonostante si dica da anni che di cultura non si mangia, mentre da noi si mangia. Infine è un termine che nasce dalla fusione di RE e “Bell”, da “bello” in dialetto. Abbiamo cercato di volgere lo sguardo al futuro ma partendo dalle nostre radici, dalla nostra cultura, dalle nostre specificità».
Uno spazio davvero insolito per Reggio.
«Sarà il primo spazio polifunzionale in centro storico, in cui le persone potranno vivere esperienze diverse, dalla degustazione di cibo e drink, potranno leggere e acquistare libri».
Nei dettagli?
«Si può godere di una pausa pranzo in una formula contemporanea perché ogni giorno ci saranno piatti freschi pronti all’interno del loro contenitore che potranno essere ordinati, portati in ufficio o a casa, o essere gustati qui. Si potranno ammirare le cucine in esposizione e progettare la propria avvalendosi dei nostri architetti. Ma soprattutto le persone potranno vivere un ambiente stimolante dove si terranno eventi di diversa natura, quali presentazioni di libri, di artisti, di designer e aperto a tutti coloro che vorranno presentare alla città qualcosa che possa essere definito “bello”».
Quali sono i talenti e le aziende che hanno sposato questo progetto?
«Le realtà presenti sono Forme di Sophia di Andrea Riccò, artista e designer, A di Aguzzoli arredamenti dell’imprenditore Fabio Aguzzoli, lo studio di architetti Cobe e il Punto Einaudi di Reggio».
Oltre all'originalità del progetto, anche il posto è insolito.
«Per noi è la location ideale in quanto la carica spirituale e mistica del luogo coincide perfettamente con il senso profondo con cui anche noi ci siamo approcciati al nostro progetto. Volevamo un luogo che desse sacralità e esaltasse gli oggetti esposti, ma che soprattutto mettesse anche le persone in uno stato d’animo speciale, che solo luoghi del genere possono scaturire. Quello che accadrà, ve lo potremo raccontare soltanto tra qualche mese».
E se uno volesse organizzarci un evento?
«Vorremmo che lo spazio fosse inteso come location a disposizione di persone e aziende che vogliano approfittare del luogo per meeting aziendali, workshop, feste private». —
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