Gazzetta di Reggio

“Albania casa mia” è andato in scena al teatro Cavallerizza  Il tema: la nostalgia per la propria patria e la difficoltà di integrarsi 

Un serrato monologo di un’ora per parlare di immigrazione

Giulia Bassi

LA RECENSIONE REGGIO EMILIA Con un solo protagonista, in piedi limitatamente allo spazio di una lastra di pavimento della Cavallerizza, sul quale erano segnati con un gessetto i confini dell’Albania,...

2 MINUTI DI LETTURA





LA RECENSIONE

REGGIO EMILIA

Con un solo protagonista, in piedi limitatamente allo spazio di una lastra di pavimento della Cavallerizza, sul quale erano segnati con un gessetto i confini dell’Albania, si sviluppa lo spettacolo dell’altra sera alla Cavallerizza: un serrato monologo di un’ora dal titolo semplice quanto dolce per la rima: “Albania casa mia”. Per contro, trasudano da esso alcuni dei temi più scottanti dell’attualità: come l’immigrazione e l’altro non certo marginale del bullismo; quindi, in stretta connessione, il problema dell’integrazione in terra straniera, il senso di disagio, e la nostalgia per la propria patria unita alla rabbia perché, a causa di una politica sbagliata, i suoi figli sono stati costretti ad andarsene. Il testo si basa sui fatti accaduti nel ’91 a seguito del collasso del regime comunista con migliaia di persone che cercavano di scappare partendo dai porti di Valona e Durazzo per mezzo navi e pescherecci diretti verso l’Italia. Scritto da Aleksandros Memetaj che, bimbo di 6 mesi, è tra i protagonisti di quelle migrazioni.



Racconta il suo vissuto, toccando quei problemi con parole sferzanti e a ciò si unisce una recitazione impeccabile, carica di forza e sentimento che ben presto si trasforma in empatia con il pubblico. Per quanto riguarda la scrittura, l’autore guidato da regista Gianpiero Rappa, dimostra di sapere usare tutti quei trucchi che danno alla narrazione teatrale un’espressività di inaudita efficacia a partire dalla sovrapposizione dei racconti. E così si parla di lui bambino e contemporaneamente del padre che arriva in Italia; dell’incoscienza del primo, così piccolo, e per contro della paura che attanaglia il secondo. Il teatro è magico, poiché attraverso un testo così particolare, si riesce ad approfondire con delicatezza ed equilibrio un tema molto scottante offrendo la chiave per riflessioni più allargate, accanto alla dimensione privata e familiare. La serata è stata impreziosita da un’ introduzione di Nicola Pedrazzi dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, e dagli interventi dei promotori dell’evento: Francesco Gradara di Reggio Terzo Mondo e Chiara Greco di Mondi Insieme. Al termine, Pedrazzi ha sollecitato le domande del pubblico . —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google