Gazzetta di Reggio

Domani sera ai Musei Civici 

“Reggio a mezzanotte” fa un salto nel passato quando la distanza si misurava... a braccia

Martina Riccò
“Reggio a mezzanotte” fa un salto nel passato quando la distanza si misurava... a braccia

di notte reggio emilia C’erano una volta once, pertiche, braccia e piedi. Era il tempo in cui il sistema decimale non esisteva ancora, ma esisteva – eccome! – la necessità di misurare quantità e...

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di notte

reggio emilia

C’erano una volta once, pertiche, braccia e piedi. Era il tempo in cui il sistema decimale non esisteva ancora, ma esisteva – eccome! – la necessità di misurare quantità e lunghezze. Anche a Reggio Emilia. Lo dimostra, ad esempio, la porta del battistero cittadino, un tempo chiesa di San Giovanni. Osservando attentamente la facciata, si possono notare due barre di ferro, la cui lunghezza corrisponde a due antiche unità di misura: il braccio (circa 0,64 metri) e la pertica reggiana (equivalente circa a 2,97 metri).

Proprio qui, di fronte all’evidenza delle aste e all’infallibilità del santo (San Giovanni fa vedere gli inganni, no?), i compratori diffidenti portavano le merci, per controllare di non essere stati ingannati dai venditori. L’antica chiesa di San Giovanni, costruita attorno al 1040, sorgeva infatti sulla Plathea Parva, luogo di mercato.



Di antiche misure si parlerà domani sera ai Musei Civici (intorno alle 22.30), nel primo degli appuntamenti di “Reggio a mezzanotte” organizzati da Antiche Porte editrice in collaborazione con la Gazzetta di Reggio. Nel cortile del palazzo dei musei, a due passi da quella galleria dei marmi che è uno scrigno di testimonianze artistiche legate, anche, a questo settore, verrà presentato il volume “Antiche Misure Reggiane rapportate al moderno sistema metrico decimale” (pag. 100, 10 euro). L’incontro vedrà tra i relatori Roberto Macellari e Angelo Spaggiari.



L’autore del libro – pubblicato alla fine dell’Ottocento – è il ragionier Prospero Montanari. Il suo obiettivo era spiegare il passaggio dalle antiche misure reggiane al “moderno” sistema decimale anche agli artigiani e ai giornalieri (ossia chi lavorava a giornata). Sapeva bene di parlare a classi molto laboriose ma poco erudite, dunque bisognose di strumenti pratici per adeguarsi alla “rivoluzione”. Da qui la creazione di semplici tabelle che guidano il lettore al paragone tra i vecchi numeri e le nuove unità di misura. Il successo di quest’opera venne dimostrato, già allora, dalle tre edizioni ripetute in un solo decennio.



Il sistema metrico viene introdotto nel territorio reggiano a metà dell’Ottocento per volere dell’ultimo duca estense, Francesco V, dopo il tentativo napoleonico, ma diventa effettivo alcuni decenni dopo l’Unità. Il cambiamento è epocale, non semplice e dai risvolti politici, economici e sociali profondi. L’importanza di questo passaggio non è avvertito immediatamente, anzi in alcuni casi è vissuto dal popolo come inutile seccatura o come trovata per favorire raggiri e truffe.

Abituato a produrre soprattutto per il fabbisogno locale, il mercato italiano di allora disponeva di commerci appesantiti da ripetute gabelle e dazi, strutture viarie insufficienti e mezzi obsoleti, troppe monete. In più i calcoli sulla quantità della merce erano effettuati e ripetuti, lungo il percorso, con misure differenti. Basti dire che a Reggio il “braccio”, usato per le misurazioni lineari mercantili, equivaleva a circa 0,64 metri, mentre a Correggio era di 0,63 e a Guastalla di 0,67. Differenze quasi irrilevanti per noi. Ma all’epoca?



“Reggio a mezzanotte” proseguirà il 12 luglio a San Martino in Rio con la serata “Il Castello, la collegiata e il borgo. La storia di un abitato estense”. A spiegare il tutto sarà l’architetto Mauro Severi.

Giovedì 26 luglio sarà dedicato a “La città d’acqua: canali, folli e guazzatoi” con Giordano Gasparini. L’itinerario toccherà piazza Casotti, vicolo del Folletto, un tratto di corso Garibaldi fino ad arrivare in piazza Fontanesi. Tutti gli appuntamenti di “Reggio a mezzanotte” sono a ingresso libero e gratuito. Per informazioni telefonare ad Antiche Porte editrice: 0522-433326. —



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