Gazzetta di Reggio

Il tanguero che crea scarpe da ballo

Roberto Fontanili
Il tanguero che crea scarpe da ballo

Giovanni Dolci è uno dei tre artigiani italiani a produrre calzature su misura per il tango: «Le vendo anche in Giappone»

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reggio emilia

Per ballare il tango ci vuole pazienza e passione e occorre conoscere i passi, ma bisogna indossare anche scarpe adatte.

Giovanni Dolci, reggiano di nascita, ha tutte queste caratteristiche insieme, e oltre ad essere un appassionato ballerino e istruttore di tango è anche uno dei tre artigiani italiani – e l’unico in Emilia – a produrre scarpe da ballo su misura. Calzature che da Sant’Ilario arrivano in Russia, Usa e Giappone.

Una passione, quella per il tango, arrivata presto – racconta Giovanni – nel suo laboratorio di Sant’Ilario. «Ho iniziato ventitré anni fa frequentando sia una scuola di tango, sia quella di stilista per calzature a Milano».

Com’è nato questo binomio lavoro- passione?

«Realizzare scarpe è il mio lavoro, sono calzolaio e podologo specializzato nella produzione di plantari, mentre il ballo mi è sempre piaciuto. Ho iniziato con i balli latini poi ho fatto un corso di tango e me ne sono innamorato. Ed ho unito le due cose perché il tango è fondamentalmente una camminata in musica, e quindi la scarpa è un accessorio importantissimo. Il tango è un ballo a tutti gli effetti, richiede una perfetta conoscenza del proprio corpo e ballarlo aiuta inizia a conoscere se stessi».

Oltre alla consapevolezza c’è anche l’emozione...

«Assolutamente sì. Il tango, che dal 2011 è anche patrimonio dell’Unesco, è portatore di un bagaglio culturale, di un mondo di musica in cui contano i gesti e gli sguardi. L’invito, ad esempio, va fatto prima con uno sguardo poi con l’invito ufficiale, ma solo dopo un cenno della donna. È lei che decide».

Dal ballo è poi arrivato al Teatrotango. Di cosa si tratta?

«ll Teatrotango è sperimentazione, espressione artistica che va oltre la geometria del tango. Si dà un’interpretazione di un sentimento attraverso lo sguardo. Cinque anni fa ho partecipato a uno spettacolo al Teatro Manzoni a Bologna e poi ho portato a Reggio questa ricerca- sperimentazione che sto sviluppando al Circolo Quaresimo. Una struttura ottima per il tango argentino anche sul piano architettonico».

Ma torniamo al suo lavoro di calzolaio speciale.

«Nel mio laboratorio artigianale faccio di tutto: dalla riparazione alla realizzazione di scarpe artigianali, fino a quelle specifiche per il tango. Le mie scarpe viaggiano in tutto il mondo. Da Sant’Ilario arrivano in Russia, Usa, Giappone e la vendita avviene sul web. Un paio di scarpe può costare dai 150 ai 250 euro».

Il segreto per un’ottima scarpa da ballo qual è?

«La scelta del pellame. Poi la scarpa deve adattarsi bene al piede ed essere perfettamente bilanciata per dare stabilità. Sia per l’uomo sia per la donna, infine, deve essere molto elegante e robusta. Il costo è lo stesso di una scarpa artigianale tradizionale. Per riuscirci mi faccio inviare le misure dal cliente; per la realizzazione occorrono in media tre settimane di tempo dall’ordine».

E la sera si trasforma in istruttore e attore.

«Attualmente tengo due corsi di tango. Uno al Circolo Arci di Calerno e l’altro di teatro tango al circolo Quaresimo, in coppia con la mia attuale compagna di ballo Ermanna Dondi con cui balliamo da poco tempo. Ma la cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata essere invitato in una scuola media di Reggio Emilia per far conoscere il tango e parlare dell’incredibile valore culturale di cui è portatore». —



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