I primi che rispondono avranno un biglietto gratis per il concerto di martedì
REGGIO EMILIA «Siete pronti a divertirvi? Perché noi non vediamo l’ora di essere a Reggio». Quello di Benji e Fede è un entusiasmo contagioso, baciato dal sole («Noi adoriamo l’estate, voi no?»),...
REGGIO EMILIA
«Siete pronti a divertirvi? Perché noi non vediamo l’ora di essere a Reggio». Quello di Benji e Fede è un entusiasmo contagioso, baciato dal sole («Noi adoriamo l’estate, voi no?»), gonfiato dalla passione per la musica («Abbiamo ancora tanto da dire... vogliamo metterci in gioco, crescere e sperimentare»), sostenuto da umiltà e idee chiare «che non abbiamo paura di esprimere». Martedì 10 luglio i due musicisti modenesi saranno a Reggio per la seconda tappa del loro “Siamo Solo Noise Tour”; il concerto inaugurerà l’estate del Lime Space, la versione open air del Lime Theater, nell’area esterna delle Fiere di Reggio Emilia. Sarà come tornare a casa, con amici e parenti che accorreranno dalla vicina Modena e «saranno pronti a festeggiare anche dopo il live», ci assicura Fede (Federico Rossi) al telefono. «Benji (Benjamin Mascolo, ndr) vi saluta tutti – ci dice da Napoli – ma sta facendo il sound check: stasera (ieri per chi legge, ndr) iniziamo il nostro tour».
Non vi esibite da circa un anno, siete più spaventati o più emozionati?
«Siamo carichi e contenti! Abbiamo voglia di suonare dal vivo, siamo felici di ricominciare. E a Reggio sarà davvero una grande festa... non vediamo l’ora di arrivare».
Che cosa suonerete?
«Pezzi dal primo, secondo e terzo album, ovviamente non tutti. Ma ci saranno anche cose nuove, e poi brani riarrangiati per l’occasione».
Per il live?
«Direi più per l’estate. Noi adoriamo questa stagione, ci permette di suonare all’aperto ed è sinonimo di festa e divertimento. Ecco perché abbiamo lavorato ad arrangiamenti più “strong”, più carichi, che faranno ballare e scatenare. O almeno lo speriamo».
Voi però non pensate solo a divertirvi... Il brano “Da grande” è nato dopo una visita al reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Modena.
«È stata un’esperienza forte, che ha dato tanto a noi ma credo anche ai bambini. A noi ha aperto la mente, ed è stato bellissimo poter dare giovamento a questi piccoli guerrieri e ai loro genitori con la musica. Dopo la visita, per fare un regalo ai cuccioli, abbiamo deciso di renderli partecipi della canzone come coro e voci di sottofondo. All’inizio, dico la verità, eravamo dubbiosi perché non volevamo strumentalizzare questa esperienza, poi però abbiamo capito che rendendola pubblica avremmo sensibilizzato più persone».
Capita spesso che la vostra quotidianità finisca nelle vostre canzoni?
«Sempre. Noi scriviamo ciò che ci capita, che ci è capitato o che speriamo succeda. Ne è una prova “Buona fortuna”. Credo sia una grande risorsa ed è anche il bello della musica».
Il singolo “Moscow Mule”, uscito a metà maggio, è già una hit, con oltre 10 milioni di visualizzazioni. E al Wind Music Awards avete ricevuto due dischi di Platino per l’album e per il live. Belle soddisfazioni...
«Siamo molto contenti, per noi è uno stimolo a continuare. Stiamo cercando di muoverci verso una musicalità che ci rappresenti sempre più e coinvolga anche un pubblico che inizialmente non riuscivamo a colpire. Ci vogliamo mettere in gioco in tutto e per tutto».
Il vostro pubblico è composto per la maggior parte da giovanissimi. Essere gli idoli degli adolescenti è solo un piacere o anche una responsabilità?
«Noi siamo nati con loro e speriamo di continuare questo percorso di crescita insieme. Ovviamente cerchiamo di dare il buon esempio, che non significa dire sempre di sì o farsi andare bene tutto ma lottare per le proprie idee. E per quel che riguarda internet e sui social cerchiamo di dimostrare che si tratta di strumenti da usare, sì, ma in modo sano e saggio perché la rete è piena di pericoli».
In questi quattro anni di musica, cos’è cambiato?
«Siamo cresciuti dal punto di vista professionale, ed è anche per questo che vogliamo spingerci verso un’altra musicalità. Ma siamo rimasti gli stessi, non abbiamo paura di dire ciò che pensiamo. Anzi, forse adesso siamo più maturi e ci riesce anche meglio».
Cioè?
«Meno di una settimana fa siamo stati al Milano Pride: abbiamo suonato un paio di pezzi e abbiamo anche fatto un discorso. Ci siamo sempre schierati a favore del rispetto per i diversi orientamenti sessuali, ma quest’anno abbiamo voluto partecipare attivamente. Ci saranno senza dubbio altre occasioni».
E magari ci scapperà anche una canzone?
«Non posso dire niente al momento (ride, ndr) ma diciamo che la domanda è azzeccata...». —
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