Gazzetta di Reggio

Quando Garibaldi assaggiò l’anguria

Andrea Vaccari
Quando Garibaldi assaggiò l’anguria

Era un pomeriggio d’estate del 1859. Domani Gualtieri ricorderà l’evento storico avvenuto sul ponte delle Portine  

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gualtieri

Era un caldo pomeriggio d’estate del 1859 quando la quiete di Santa Vittoria venne scossa da un avvenimento unico e irripetibile. Dalla strada che conduceva a Reggio si materializzò sul ponte delle Portine l’arrivo di un drappello di uomini a cavallo, con in testa una figura che all’epoca era nota a tutti per le proprie gesta politico-militari e per il suo aspetto, contraddistinto da una chioma leonina e dalla barba biondo-rossiccia.



Quell’uomo era “l’eroe dei due mondi”, Giuseppe Garibaldi, che il 19 agosto di quasi 150 anni fa, effettuò la sua unica visita nella Bassa reggiana. Da pochi giorni era stato nominato comandante dell’esercito della Lega militare dell’Italia centrale e, proveniente da Modena, in terra reggiana doveva effettuare una visita ispettiva. Ma se della sua visita del capoluogo, così come quella successiva, a Guastalla, vi sono precise testimonianze, l’episodio di Santa Vittoria è giunto a noi solo tramite testimonianze orali.



Di questa “chicca”, domani alle 20.30, nell’ambito della manifestazione “Santa Vittoria del buon vivere”, verrà offerta una ricostruzione storica: su spunto del Comune, con il coordinamento dell’assessore Marcello Stecco, andranno in scena garibaldini a cavallo e a piedi, contadini, donne festanti e Silinguerra Franzoni detto Gueròn (l’uomo che incontrò Garibaldi) interpretato da Luca Torelli, in collaborazione con i ragazzi di Progetto Giovani di Santa Vittoria capitanati da Domenico Varipapa. La rievocazione storica sarà accompagnata dal violino di Orfeo Bossini e da alcuni lettori, tra cui Alessandra Bertelli, che ha curato la regia dell’evento. Ospite d’onore Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe.



Dalle poche testimonianze di cui si dispone – tra le quali un articolo di Ciro Zini uscito sulla Gazzetta di Reggio nel 1990 – si è appreso che, attraversato il ponte delle Portine, Garibaldi si fermò alla vista di alcune angurie messe in bella mostra sul ciglio della strada e nei pressi di un negozietto poco distante. A servire lui e i suoi uomini fu Silinguerra Franzoni, conosciuto in paese con lo scotmai “Gueròn”, un operaio generico che d’estate continuava l’attività paterna con annessi segreti del mestiere di coltivatore della melonaia. Trovatosi davanti a una tale celebrità, Franzoni mostrò emozione e impaccio, ma riuscì ugualmente a porgere a Garibaldi una sedia-sdraio di vimini per farlo sedere al tavolino per poi servirgli un’anguria.

Garibaldi apprezzò molto e, oltre a tanti complimenti per il gusto dell’anguria che aveva assaporato, ripagò Gueròn con qualche moneta e una prolungata stretta di mano. Insieme ai suoi uomini, l’eroe dei due mondi ripartì poi alla volta di Guastalla, dove incontrò il podestà e l’amico Enrico Guastalla, fresco di nomina a capitano della Compagnia del Battaglione Real Navi. Alloggiò all’albergo della Croce Rossa, dal quale si affacciò un paio di volte per salutare la folla nel frattempo radunata.



“Santa Vittoria del buon vivere” domani propone: “I luoghi del pane”, l’esibizione a Palazzo Greppi delle campionesse di pattini a rotelle di Santa Vittoria, anguria e gelato per tutti e accompagnamenti musicali. Domenica, infine, alle 9 il convegno “Futuro dell’agricoltura e ambiente”, alle 10.30 l’esibizione delle bande di Santa Vittoria, Guastalla-Dosolo e Campagnola e a seguire il pranzo etnico a base di riso. —





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