Gazzetta di Reggio

teatro 

La compagnia Dellavalle-Petris si aggiudica “Forever Young”

Linda Magnoni

Il concorso per under 35 della Corte Ospitale di Rubiera si è concluso con la premiazione di “The dead dogs” uno spettacolo sul non detto

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rubiera

A Rubiera si è concluso “Forever Young”, due giorni di spettacoli protagonisti del bando per compagnie teatrali under 35 ideato e promosso da Corte Ospitale di Rubiera con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione.

Sei spettacoli presentati in anteprima sono stati giudicati da una commissione composta da Ferdinando Bruni, Claudia Cannella, Paolo Cantù, Giulia Guerra, Carlo Mangolini, Fabio Masi e Pietro Valenti. Le compagnie finaliste sono state ospitate dal teatro per un periodo di residenza durante il quale hanno potuto realizzare gli spettacoli da portare in gara.

A vincere la seconda edizione del bando è stata la compagnia Dellavalle/Petris con “The dead dogs” di Jon Fosse, con Alessandro Bay Rossi, Giusto Cucchiarini, Federica Fabiani, Luca Mammoli, Irene Petris. Thea Dellavalle, che ha progettato e costruito lo spettacolo insieme a Irene Petris, ci ha raccontato come è andata. «Ci siamo conosciute nel 2004 – racconta – lavorando a teatro. Io ho studiato teatro al Dams di Torino, dove ho fatto il dottorato per poi “andare a bottega” da Massimo Castri, come seconda assistente alla regia. Irene invece ha studiato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Il nostro primo spettacolo ha debuttato nel 2013, al Teatro delle Passioni di Modena. L’anno dopo abbiamo messo in scena “Susanna” di Jon Fosse, che è l’autore anche di “The dead dogs”».

Così è stato scelto lo spettacolo. «Lavorando a “Susanna” mi sono innamorata di quest’autore, e così abbiamo cominciato a imbastire il progetto e raccogliere gli attori. Poi, grazie al bando di Corte Ospitale, siamo riuscite a portarlo a termine».

Lavorare alla Corte Ospitale, dice, «è stato bellissimo, sia perché è un posto magico, che riesce a darti grande concentrazione, sia per l’accoglienza e l’attenzione che hanno riservato a tutti noi». E sullo spettacolo: «Ha una trama molto semplice, scritta nel 2005, ma ancora inedita in Italia. Parla di un ragazzo che vive con sua madre e che aspetta la visita della sorella che non torna a casa da tempo. Ma, proprio in quel giorno, il suo cane viene trovato morto. Nel corso della storia si arriverà a capire come è successo, ma quello che ci interessava soprattutto è il “come” della scrittura. Pur essendo un testo che riflette la classica struttura in tre atti, infatti, è scritto con un linguaggio molto asciutto e scarno che dice molto più di quanto sembri. Riesce a far emergere ciò che sta tra le parole, raccontando le relazioni e i rapporti familiari nella vita di tutti i giorni, mostrando allo stesso tempo quanto è difficile parlarsi e capirsi davvero». Nel 2019, “The dead dogs” sarà presentato al Teatro Elfo Puccini di Milano in occasione della consegna dei Premi Hystrio. —



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