Gazzetta di Reggio

Serata nel nome di Ero Righi Mundus omaggia il suo creatore

Giulia Bassi
Serata nel nome di Ero Righi Mundus omaggia il suo creatore

Domani tredici artisti in piazza Prampolini nel ricordo dell’intellettuale reggiano scomparso un anno fa

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REGGIO EMILIA

I concerti di Mundus da sempre, cioè da ventitrè anni – dalla prima edizione – costituiscono un evento, perché presentano artisti speciali e musiche di vario genere provenienti anche da luoghi lontani. Da qui il successo della rassegna che dura nel tempo rimanendo sempre se stessa. Ma domani sera l’evento sarà unico ed irripetibile in quanto sarà presente una schiera numerosa di artisti che in più occasioni hanno effettuato concerti di cui Ero Righi era stato l’ideatore.



Son ben tredici ad esibirsi – e tutti nomi di primo piano – in questa kermesse dal titolo “Noi ci siamo perché Ero”, alle ore 21.30 in piazza Prampolini: Peppe Servillo e Cristina Donà(voce); Ambrogio Sparagna (voce, organetti) Giovanni Lindo Ferretti (voce); Rita Marcotulli e Danilo Rea (pianoforte); Enrico Rava e Fabrizio Bosso (tromba); Erasmo Treglia (violino, ghironda); Enzo Pietropaoli (basso); Javier Girotto (sax); Furio Di Castri (contrabbasso); Mattia Barbieri (batteria). L’evento – a ingresso libero – si tiene nell’ambito della 23esima edizione della nota rassegna musicale Mundus organizzata da Ater-Associazione Teatrale Emilia Romagna in collaborazione con la Regione e tutti i Comuni partecipanti.



Ricordiamo Ero Righi ed il suo Mundus, interpellando Maurizio Roi che 23 anni fa era presidente dell’Ater e adesso è sovrintendente del Carlo Felice di Genova. «Ho conosciuto Righi quando era presidente dei Teatri. Della sua persona ho apprezzato l'intelligenza assolutamente fuori riga dotata di verve polemica. Quando mi propose Mundus, ne ho apprezzato l’idea originale in quanto coinvolgeva musica etnica e jazz creando commistioni particolari e nuove. Inoltre ha fatto conoscere grandi artisti attraverso un progetto artistico che prevedeva l’attività anche in centri minori dove era difficile portare una programmazione di qualità. Caratteristica di Mundus l’attività diffusa su tutto il territorio in luoghi dove c’erano pochi soldi. Ciò era possibile in quanto l’artista fa più cose e l'Ater che organizza recupera contributi. Dietro troviamo l’idea di un’operazione culturale più vicina alla gente in una dimensione accettabile per i comuni con eventi mirati a valorizzare, parafrasando Peter Gabriel, le culture del mondo».



Tra gli artisti impegnati domani c’è il contrabbassista Enzo Pietropaoli. «Ricordo insieme ad Ero tanti anni indimenticabili di musica in cui lui era un punto fermo nel mio cuore e in quello dei musicisti che hanno lavorato con lui. Nella sua persona, passione ed efficienza si univano in modo singolare, e poi non si scordava del lato umano e umano. Di solito nelle persone prevale l’una o l’altra cosa mentre in lui convivevano. Per me come per altri che abbiamo portato avanti all’interno di Mundus dei progetti, quando si lavorava era come stare in famiglia. Sono molto legato all’ultimo di questi progetti, quello dedicato a Fabrizio De André, “Amore che vieni amore che vai". La particolarità sta nel fatto che ha messo insieme personaggi che sulla carta sono diversi e quindi è venuto fuori qualcosa di unico. Sta funzionando ancora. Ne faremo qualche pezzo lunedì, in quanto i musicisti che vi hanno collaborato ci sono tutti: Cristina Donà, splendida voce, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, ai quali va aggiunto Saverio Lanza alla chitarra elettrica e Cristiano Calcagnile alla batteria».

Tra i primi ad essere coinvolti da Righi nell’avventura di Mundus il versatile sassofonista e compositore argentino Javier Girotto. «La prima volta che sono stato coinvolto in Mundus è con lo spettacolo “Aires Tango” a Cavriago vent'anni; e poi con “Memorie d'Adriano” dedicato a Celentano e “Uomini in frac” e “Pensieri e parole” dedicato a Battisti. Tutti lavori unici e caratterizzati da una qualità alta proprio per gli artisti scelti da Ero Righi.

«Per quel primo spettacolo, che viene ancora portato in giro con successo, si è costituito il gruppo che ispirandosi alle proprie radici musicali le ha poi riconsiderate con modalità espressive tipiche del jazz, aggiungendo linfa nuova alla musica di Astor Piazzolla. Come per questa musica, attraverso artisti come Peppe Servillo o Fabrizio Bosso, Enrico Rava, tanti autori sono stati rivisitati regalando chiavi di lettura diversa e il pubblico si è subito affezionato a noi». —



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