Gli Ustmamò tornano in scena e cantano in italiano l’amore per “casa”
Il nuovo album si intitola “Il giardino che non vedi”. Giovanni Lindo Ferretti: «Da ascoltare e riascoltare»
REGGIO EMILIA Un giardino da scoprire. Sta arrivando alla conclusione la campagna di crowdfunding per il “Giardino che non vedi”, il nuovo album degli Üstmamò, storica rock band della montagna reggiana, nata a Villa Minozzo alla fine degli anni ’80.
Come molte altre realtà, anche la formazione reggiana si è affidata al sostegno dei fan, e alla campagna di raccolti fondi online tramite il portale Music Raiser, per raccogliere la cifra necessaria alla produzione e alla realizzazione concreta dell’album. Il tetto minimo era di tremila euro, già superato a diversi giorni dal termine della campagna, con scadenza al 28 luglio. Una bella soddisfazione per Luca Rossi, rimasto titolare della sigla e affiancato dai vecchi compagni di viaggio Simone Filippi ed Ezio Bonicelli. Oltre che una garanzia che il disco vedrà la luce.
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IN ITALIANO Ora si attendono le nuove tracce, di cui sono disponibili anticipazioni nei video promozionali. La grande novità è l’uso della lingua italiana nei brani cantati da Luca Rossi. La seconda vita degli Ustmamò era stata infatti segnata da atmosfere rock e da testi in inglese, un’identità completamente differente rispetto a quella della prima incarnazione con Mara Redeghieri alla voce: allora l’italiano era la base, spesso mischiato ad altre lingue straniere e soprattutto al dialetto delle zone di Villa Minozzo e dintorni, a cui si deve anche il nome. Ustmamò è una parola dialettale usata per dare immediatezza: una traduzione potrebbe essere “proprio adesso”.
PER FORTUNA SONO DI QUA «È una dichiarazione d’amore profondo al posto in cui vivo – spiega Rossi – un atto di affetto ai suoi boschi, ai suoi fiumi, alle sue strade, alle sue montagne, ai grandi cieli azzurri, al vento che ti toglie il respiro, alle stagioni che passano, a tutto quello che passa davanti alla mia finestra, al piccolo pezzo di mondo in cui vivo. Dentro ci sono le mie radici, c’è un legame profondo e misterioso che non so spiegare. Lo sentivo da bambino e lo sento ora: “per fortuna sono di qua”. Alla fine, mi sembra che questo disco sia la più naturale e sincera maturazione degli Ust: per fortuna siamo ancora qua».
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LA BENEDIZIONE La benedizione del nuovo corso è arrivata anche dal vecchio scopritore Giovanni Lindo Ferretti, che ai tempi dei CCCP e poi dei Csi sostenne la band, da lui conosciuta tramite il vecchio amico Benedetto Valdesalici. Un rapporto fortissimo anche ora, visto che sono proprio Luca Rossi ed Ezio Bonicelli i musicisti che affiancano Ferretti nelle sue esibizioni dal vivo. «Contiene la più bella canzone dell’anno. I purtroppo pochi abitanti delle terre alte delle basse montagne vi si riconosceranno: siamo di qua», ha detto Ferretti parlando del nuovo disco. «Luca canta e suona, canta bene, canta in italiano, non era scontato ed è una soglia che andava superata. Non viviamo nell’Idaho o nel Wyoming ma sull’Appennino settentrionale, fa la sua differenza. Ospiti/partner Ezio e Simone Ustmamò. Da ascoltare e riascoltare. Da sostenere. “Che bella la tua idea, stasera vinci tu...”. Felicitazioni». —
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