Bussole per la felicità, al Mauriziano tre giorni di storie e spettacoli “con le ali”
La manifestazione è in programma da giovedì a sabato davanti alla casa dell’Ariosto. Venerdì si vola sulla Luna con l’incontro “Furiosamente folli”
REGGIO EMILIA. È al Mauriziano che vede la luce la prima edizione del “Festival Maps – bussole per la felicità”. Tre giorni di festa (da domani a sabato) in cui attori, scrittori e performer daranno vita a incontri, spettacoli e laboratori. Il festival è ideato dal Teatro dell’Orsa con il contributo del comune di Reggio nell’ambito di REstate 2018. Monica Morini, direttrice artistica, ci ha raccontato di cosa si tratta.
Come nasce Festival Maps?
«Nasce per dare risalto al Parco del Mauriziano, un teatro culturale per eventi. Ma nasce soprattutto per rispondere al bisogno di unirci e di pensare insieme, per riscoprire, soprattutto in un momento come questo, il valore della diversità».
Chi saranno gli ospiti?
«Avremo tanti autori: Annamaria Gozzi, Sonia Maria Luce Possentini, Andrea Ferretti, Michele Ferri, Paolo Rumiz e i ragazzi dell’European Spirit of Youth Orchestra. Ci saranno i narratori della Casa delle Storie, il progetto del Teatro dell’Orsa dedicato alla narrazione e alle giovani generazioni: ragazzi che vengono da tutta Italia a raccontare le loro esperienze, come in “Storie di qui e d’altrove” insieme ai rifugiati. Poi ci sarà il Reggio Film Festival con un’anteprima di corti dedicati alla felicità, le ragazze di “Roots Evolution”, giovani donne straordinarie, italiane di origini senegalesi. Ma soprattutto, chiunque voglia partecipare potrà farlo e condividere il proprio pezzo di bellezza salvata».
Perché “bussole per la felicità”?
«Perché lo scopo è proprio quello di trovare una strada per la felicità, intesa non come utopia, ma come pratica. Cristina Canto diceva che quattro sono le vie della felicità: il paesaggio, il rito, il mito e la fiaba. Noi abbiamo cercato di intrecciarli tutti. Il paesaggio, perché saremo immersi nella natura del parco, tra due torrenti. Il rito che è l’incontrarsi, il ritrovarsi insieme. Infine il mito e la fiaba che saranno i protagonisti di gran parte degli eventi. Ma saranno fiabe per tutti, non solo per bambini: le fiabe sono il patrimonio culturale attraverso cui leggere il nostro destino. E tutti possiamo diventare narratori».
In che modo?
«Ad esempio con l’incontro di venerdì “Le sedie narranti”: un laboratorio creativo in cui ognuno è invitato a portare una vecchia sedia per trasformarla in un’installazione artistica. Una sorta di opera d’arte imprevedibile, alla Duchamp: un oggetto che prende voce e comincia a raccontare storie. L’obiettivo è raccogliere cento sedie narranti e altrettanti narratori, che riproporremo a Reggionarra. Questa è la prima tappa del lavoro, che ci servirà anche per “Furiosamente folli”».
Di cosa si tratta?
«Venerdì sera leggeremo frammenti di follia tratti dall’Ariosto e dal suo “Orlando Furioso”, ma anche dal “Repertorio dei matti della città di Reggio Emilia”, la raccolta coordinata da Paolo Nori. Sarà un viaggio sulla luna, per recuperare il senno, come fa Astolfo. In questo senso c’è una felice coincidenza: proprio venerdì sera è prevista l’eclissi di luna rossa più lunga degli ultimi cent’anni. Infatti la osserveremo con il telescopio». —
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