Gazzetta di Reggio

Una settimana di musica a San Polo con l’undicesimo “Festival Sesto Rocchi”

Linda Magnoni
Una settimana di musica a San Polo con l’undicesimo “Festival Sesto Rocchi”

La manifestazione inizia domani con il quartetto Echos. Martedì sul palco le sassofoniste dell’Alkanna Q5

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SAN POLO

Da domani a domenica San Polo si riempie di musica con il Festival Sesto Rocchi, giunto all’undicesima edizione.

Il festival è organizzato da Laura Rocchi, figlia del grande liutaio sampolese Sesto, e dal marito Franco Prodi, in collaborazione con il comune di San Polo e con la direzione artistica di Antonello Farulli. Ad aprire le danze sarà, domani sera, il quartetto Echos, che ha ricevuto il Premio Abbiati dall’Associazione critici musicali italiani come miglior quartetto emergente.

Tra gli ospiti del festival spunta anche un complesso d’eccezione, protagonista della serata di martedì: il quintetto Alkanna Q5, composto da cinque sassofoniste, tutte donne: Alda Dalle Lucche, Lucia Danesi, Giulia Fidenti, Giada Moretti, Michela Ciampelli. La loro è una musica fatta per emozionare, incuriosire, insinuare il dubbio, commuovere. Alda Dalle Lucche, che suona il sassofono contralto, ci ha raccontato la loro storia.

Come è nato il vostro quintetto?

«Un po’ per caso, un po’ per forza: è cominciato tutto alla scuola di musica di Fiesole, intorno al 2000. È lì che ci siamo conosciute, abbiamo cominciato ad apprezzare il nostro lavoro reciproco, finché abbiamo deciso di unire le forze. Siamo cresciute insieme, costruendo pian piano la nostra personalità, e ora siamo legate da una profonda amicizia. In un certo senso, è stato un percorso quasi obbligato».

E da dove viene il nome “Alkanna Q5”?

«L’alkanna è un colore. Una varietà di rosso trasparente che viene estratto dalle radici di una pianta, la cui particolarità è di essere di un blu molto intenso. Così siamo anche noi: veniamo da una formazione classica, quindi potremmo sembrare blu, ma pensiamo in rosso. Come il programma che proporremo martedì: “Rosso di tango”».

Che brani proporrete martedì?

«Gran parte del repertorio è dedicato ad Astor Piazzolla. Soprattutto all’album che compose insieme al sassofonista statunitense Gerry Mulligan, nel 1974: “Summit-Reunion Cumbre”. Tra questi ci sono pezzi molto famosi, come “Close your eyes and listen”, altri un po’ più particolari. Per alcuni abbiamo fatto degli arrangiamenti, ma ce ne sono anche di originali. In alcuni casi alterneremo gli strumenti: sassofono contralto, tenore e baritono per variare sonorità, dalle più chiare alle più scure. Poi invece, nella seconda parte del concerto, ci saranno alcune novità».

Ad esempio?

«Sempre di tango si tratta: suoneremo “Assassin’s tango” di John Powell, un pezzo che è diventato famoso grazie alla scena del ballo del film “Mr & Mrs Smith” di Doug Liman. Poi ci sarà “Tango to Evora” di Loreena McKennitt, un brano molto elegante. Viene chiamato “tango delle nuvole” perché è ballato quasi in apnea, senza prendere fiato. Un altro pezzo sarà invece “Querer” di René Dupéré, parte della colonna sonora del Cirque du Soleil. Insomma il rosso c’è sempre, anche nel trasparente».

Come vi trovate, da donne, nel mondo della musica?

«Quando ho cominciato io c’erano pochissime donne: il sassofono è uno strumento prettamente maschile. Ora invece siamo pari, ci sono sia uomini che donne. È chiaro però che c’è un mondo parallelo, e quindi, in quanto donne, è d’obbligo dare un messaggio. E il sax è la nostra voce. Infatti abbiamo in programma un concerto pensato proprio per la festa della donna, nel marzo dell’anno prossimo».

Di cosa si tratta?

«È un concerto ispirato a “Cosima”, il ritratto autobiografico di Grazia Deledda, con le musiche originali scritte da Lorenzo Pusceddu. Saremo affiancate dall’Orchestra Arcobaleno, di cui fanno parte anche tante bambine delle medie e delle elementari. Poi stiamo preparando “Sotto un cielo di stoffa”, tratto dal libro di Cristiana Cella: un reportage sulle donne in Afghanistan che raccoglie testimonianze di chi vive, appunto, sotto il burqa, “il cielo di stoffa”».

Altri progetti per il futuro?

«Stiamo lavorando a “The Juliet Letters” di Elvis Costello per il prossimo inverno. Poi ci sono i tanti concerti che faremo, tra cui quello nella chiesa del castello di San Polo. Vi aspettiamo». —



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