Gazzetta di Reggio

musica 

Il Quartetto Adorno accende il palco del Sesto Rocchi

Giulia Bassi
Il Quartetto Adorno accende il palco del Sesto Rocchi

Mercoledì a San Polo il concerto della giovane e talentuosa formazione  In programma musiche di Dvorak, Debussy e l’opera 95 di Beethoven

3 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO

Continua la brillante carriera del Quartetto Adorno (Edoardo Zosi, Liù Pelliciari, Benedetta Bucci e Danilo Squitieri) che mercoledì ritorna ad esibirsi al Festival Sesto Rocchi in programma da stasera fino al 5 agosto a San Polo.

A concerti in Italia e Francia si alternano a prestigiosi inviti come è successo il 26 giugno al Teatro alla Scala di Milano per ricordare Claudio Abbado. «Avrebbe festeggiato il suo 85esimo compleanno – ci dice il secondo violino del Quartetto, la reggiana Liù Pelliciari –. La Fondazione Abbado e il Teatro alla Scala hanno ricordato il grande e indimenticabile direttore d’orchestra con una conferenza al Ridotto Arturo Toscanini coordinata da Oreste Bossini, a cui hanno partecipato anche Daniele Abbado, il sovrintendente Alexandre Pereira ed altre personalità di spicco del mondo musicale. Per l’occasione ci hanno chiesto di eseguire il Quartettsatz di Schubert. Eseguire quel brano misterioso, teso quanto denso di espressività, e in quella occasione, ci ha davvero onorati; un’esperienza importante che ricorderemo a lungo».

Variegato il programma che presentano a San Polo dove, oltre al celebre Quartetto detto “Americano” di Dvorak, eseguono il Quartetto di Debussy e l’op.95 di Beethoven. «Beethoven sarà un autore che ci impegnerà molto, dato che l’anno prossimo suoneremo l’integrale dei quartetti. Avverrà in sei concerti e sono tre i luoghi che ce l’hanno già chiesto: l’associazione musicale lucchese, il Teatro Bellini di Catania e Musikamera a Venezia, prestigiosa associazione che ha sede nelle meravigliose Sale Apollinee del Teatro La Fenice. L’incisione dell’integrale beethoveniana è stata effettuata in tempi recenti anche dal Quartetto Casals, dal Quartetto di Cremona, è il massimo a cui si può anelare; per noi che ci siamo costituiti da poco, costituisce uno stimolo doppio che ci aiuta a sostenere uno studio profondo ed intenso; il nostro pensiero va anche al Quartetto Italiano la cui incisione dei quartetti beethoveniani costituisce una pietra miliare. Ma portiamo avanti sempre l’approfondimento dei brani del ‘900 (il nostro nome ce lo impone): mi riferisco ai quartetti di Rihm e Kurtag».

Accanto a questi progetti che l’Adorno sta portando avanti sono giunte anche altre soddisfazioni come la recentissima vittoria della X edizione del Concorso internazionale per quartetto d’archi “Rimbotti”: il concorso che ha laureato quartetti come il Pavel Haas e l’Apollon Musagete. Altro momento fondamentale della carriera sta nel fatto che da settembre saranno “artisti associati in residenza” alla Chapelle Musicale Reine Elisabeth di Bruxelles e riceveranno una borsa di studio. Altri impegni futuri: il 17 agosto suoneranno in diretta radiofonica per la Orf vicino Vienna a Stift Altenburg all’Allegro Vivo Festival. E ancora saranno impegnati in molti concerti tra Italia ed estero tra cui “Musica Insieme” a Bologna – per la quale in novembre eseguiranno gli ultimi tre quartetti di Šostakovič a chiusura di un progetto che ne prevede l’esecuzione di tutti e 14 – per esibirsi quindi per gli Amici della Musica di Perugia, a Siena al Teatro sei Rinnovati per l’Accademia Chigiana, ad Arles in Francia per poi effettuare una tournée di 8 concerti nei Paesi Arabi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google