Gazzetta di Reggio

«Divertimento e contenuto»

ADRIANO ARATI
«Divertimento e contenuto»

È la promessa dello Stato Sociale, stasera in concerto al Centro Malaguzzi per ricordare l’eccidio del 28 luglio 1943 alle Officine Reggiane

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REGGIO EMILIA

Far divertire e far pensare, far arrabbiare tutti i partiti e trovare la forza per non fermarsi davanti ai misteri. Sono da sempre ambiziosi i componenti de Lo Stato Sociale, e non vogliono cambiare. Stasera (ore 21.30) a Reggio suoneranno nel parco del centro Malaguzzi di fronte alle Reggiane per un’altra prova di alchimia, far ballare e ricordare l’eccidio del 28 luglio 1943, quando 9 operai sono morti perché chiedevano la pace.

Giovedì si ricordava la strage di Bologna, oggi l’eccidio delle Reggiane. Non proprio giorni normali, per la pur travagliata storia d’Italia?

«Se una persona è interessata a questi temi – risponde Bebo, ovvero Alberto Guidetti – queste sono giornate sensibili. In particolare se sei un emiliano, forse anche solo se sei italiano».

È una delle prime volte che una ricorrenza simile viene abbinata ad un evento “pop” come il vostro concerto. Un onore o una responsabilità?

«Noi cerchiamo di tenere alta la bandiera del cazzeggio, così come cerchiamo di mettere dentro un contenuto più complesso. E cerchiamo di farlo nella maniera più divertente e intelligente possibile».

Non una questione da poco, no?

«Non è una sfida semplice, no, ed è bello che un evento del genere cerchi una band come la nostra».

La data è speciale, non sarà solo un concerto. Ma non potrà neppure essere un comizio, giusto?

«Siamo dei prolissi e dei parolai, ma sul palco il concerto è bello secco, c’è da divertirsi e da ascoltare».

Arrivate rodati da un tour intenso. Come procede l’estate?

«Il tour sta andando benone, siamo davvero molto contenti ed è percepibile l’allargamento del pubblico, ora vediamo anche bambini e adulti. C’è un bell’ampliamento transgenerazionale, siamo contenti di questo».

Tutto merito di Sanremo? O del successo del singolo “Una vita in vacanza”?

«Credo un po’ di tutti gli elementi. Di sicuro ora abbiamo allargato il pubblico a fasce che prima non ci seguivano, Sanremo incide sicuramente, andare dentro la tv per cinque giorni in un evento come il Festival aiuta».

Torniamo al tour. Sarete voi cinque sul palco?

«Ci saremo noi cinque con l’amichevole partecipazione di Giacomo Gelati delle Altre di B, un’altra band bolognese».

Prove di futuro?

«C’era la voglia da parte nostra di strutturare il concerto in maniera diversa, più alta e più ricercata. Era necessario un allargamento e Giacomo è stata l’unica e prima scelta, ci conosciamo da tanti anni, è stata una scelta ad hoc. Ha una gran fotta, suona forte e ci divertiamo molto».

Oltre alla musica ci sono le parole. E i tempi in cui si cantano. Voi avete dedicato una canzone alla strage del 2 agosto, e non avete mai nascosto l’ispirazione degli Offlaga Disco Pax e del brano “Sensibile” sull’argomento. Attorno alla strage continuano i misteri. Ha un senso?

«C’è sempre silenzio ed è non solo un silenzio imbarazzante ma anche un silenzio imbarazzato, da 38 anni le istituzioni non mostrano volontà politica di rendere giustizia ai morti e ai feriti della strage».

Un mese fa, la notizia di altre prove distrutte. Che sapore lascia?

«Per citare proprio Max Collini e gli Offlaga, ora i terroristi di destra “stanno 2 a 0”, è difficile ed è complicato ma ci sono pure motivi per continuare».

Quali?

«La forza ce la dà vedere che alla manifestazione del 2 agosto c’è sempre tanta gente, persone che chiedono la verità. Non è una questione di giustizia ma di verità, sapere cosa è successo, sarebbe importantissimo per parenti delle vittime».

Anche l’oggi non scherza, a situazioni cupe. Voi intervenite spesso e spesso finite in avventure al limite del surreale.

«Avventure al limite del surreale è una buona definizione, per alcune delle ultime discussioni».

L’ultima è la polemica con la consigliera comunale bolognese Pd, Santi Casali. Prima i rifiuti di farvi suonare in piazza Maggiore. È un prezzo da pagare per il vostro costante prendere posizione, senza molti filtri?

«Sicuramente quello incide, poi ci sono anche delle volontà di suicidio politico, il sospetto che davvero puntino a questo ti viene».

Ed è dura essere sempre in mezzo?

«Ma no, la cosa che rincuora è che riusciamo a prendere schiaffi, moralmente e a livello dialettico, tutto l’arco parlamentare».

Avete passato tutti i partiti?

«Gli unici che non ci hanno risposto e che finora hanno sempre fatto finta di niente sono quelli del partito di maggioranza, i 5 Stelle».

Mancano solo loro?

«Con tutti gli altri siamo riusciti in qualche maniera ad avere almeno un diverbio. E dire che noi ci stiamo impegnando, ma con loro non è ancora successo, non sono ricettivi».

Vi fermerete qui?

«L’estate è lunga, la legislatura ancora di più, continueremo ad impegnarci».

Un approccio non proprio da classica pop band. Non pensate di smorzare i toni, ogni tanto, per evitare di scontentare il pubblico?

«Il nostro approccio non cambierà. No. Ci divertiamo davvero troppo per pensare di cambiare questo tipo di approccio, questi siamo noi e andiamo avanti così». —

ADRIANO ARATI

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