In 300 si sono addentrati nella storia delle Reggiane con il supporto di Istoreco
reggio emiliaQuasi trecento persone per conoscere la storia delle vittime dell’eccidio delle Reggiane. Oltre al concerto, ha raccolto numeri corposi anche l’iniziativa promossa come anticipazione...
reggio emilia
Quasi trecento persone per conoscere la storia delle vittime dell’eccidio delle Reggiane. Oltre al concerto, ha raccolto numeri corposi anche l’iniziativa promossa come anticipazione dell’evento, una visita curata da Istoreco negli spazi delle Officine Reggiane.
Un modo per approfondire la realtà delle Reggiane, per decenni una delle più grandi fabbriche italiane, e per entrare nelle biografie di tre delle nove vittime dell’eccidio del 28 luglio 1943, il sanguinoso evento che ha generato l’idea del concerto.
La visita è partita alle 20 davanti a un pubblico molto folto, circa trecento persone che in gran parte si sono poi trattenute anche per l’esibizione dello Stato Sociale. Il ritrovo era a fianco dell’attuale Tecnopolo, dove è stata provvisoriamente stata sistemata la vecchia lapide commemorativa con i nomi e i volti dei nove caduti sotto le pallottole dei bersaglieri e delle guardie giurate della fabbrica. Lì sono stati letti alcuni dati trovati negli archivi delle Reggiane, fra cui le note personali sulle vittime, tutte dichiarate “Licenziate” il 6 agosto 1943, dopo il loro decesso. Dal Tecnopolo si è proseguito verso via Agosti, per una seconda tappa di letture di schede e spiegazioni con il personale di Istoreco, prima di concludere sempre in via Agosti davanti all’ingresso principale delle Officine, a pochi metri dal luogo in cui avvennero le uccisioni.
Lì è stata ricordata l’unica donna rimasta vittima dell’eccidio del ’43, l’operaia Domenica Secchi, morta all’ottavo mese di gravidanza, forse rallentata nella fuga dalle pallottole proprio dalle sue condizioni. —
ADR.AR.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
