«Ma Il picco delle Perseidi Sarà tra IL 12 e il 13 agosto»
REGGIO EMILIAOggi molti scruteranno con insistenza il cielo, in omaggio alla tradizione che impone di formulare un desiderio quando si vede una balenante scia luminosa. In realtà la classica notte...
REGGIO EMILIA
Oggi molti scruteranno con insistenza il cielo, in omaggio alla tradizione che impone di formulare un desiderio quando si vede una balenante scia luminosa. In realtà la classica notte di San Lorenzo non è il momento in cui si manifesta con la massima intensità il “gran pianto” di stelle cadenti immortalato da Giovanni Pascoli. Ce lo spiega l'astrofisica bolognese Simona Righini collega dello scienziato reggiano Roberto Orosei, il coordinatore dell'équipe che s'è guadagnata una fama mondiale scoprendo l'esistenza di un lago salato sotto la superficie ghiacciata di Marte.
Quando è più probabile vedere questi oggetti impropriamente chiamati stelle?
«Le meteore chiamate Perseidi si possono avvistare fra il 5 e il 20 agosto, ma il picco è nella notte fra il 12 e il 13. Quest'anno godiamo di una situazione favorevole grazie alla luna nuova. Venendo meno il suo chiarore è più facile vedere le stelle cadenti, ma ci si deve allontanare dalla città e andare in aperta campagna. È più facile vederle dopo la mezzanotte, puntando lo sguardo in alto verso Nord Est».
Gli avvistamenti si possono fare soltanto in agosto?
«Quello attuale è il più noto, ma non è l'unico periodo in cui compare questo fenomeno. Meteore più numerose appaiono in novembre, le Leonidi, e in dicembre, le Geminidi».
Da che cosa traggono il nome le stelle cadenti?
«Dalla costellazione da cui sembrano provenire, le Perseidi dalla costellazione Perseo».
Che cosa sono le meteore?
«Sono minuscoli frammenti di stelle comete che orbitano intorno al sole. Sono grandi come un granello di sabbia o un sassolino. Quando incrociano l'orbita terrestre sono attirati dalla gravità della Terra e precipitano alla velocità di decine di chilometri al secondo. Si infiammano per l'attrito nella mesosfera, fra i 70 e i 100 chilometri di altezza, e si disintegrano. Quando hanno dimensioni maggiori si definiscono bolidi».
Da che cometa hanno origine le Perseidi?
«Dalla cometa Swift-Tuttle, così detta dai nomi degli scopritori. I suoi frammenti rimangono nella stessa scia per anni dopo il suo ultimo passaggio e si incendiano ogni volta che incontrano la Terra».
Come fare per vederle meglio?
«Non servono binocoli e telescopi per questi fenomeni fulminei. Occorre solo la pazienza di scrutare a lungo il cielo. Gli appassionati utilizzano videocamere a largo campo. I radioamatori possono percepirle anche di giorno captando sui 143 megaherz le onde trasmesse in Francia dal radar Graves e riflesse dalle meteore».
I binocoli e i telescopi sono inutili?
«No. Ci serviranno per scrutare l'insieme del cielo, che in questo periodo è particolarmente suggestivo. Ci troviamo in un momento favorevole per osservare i pianeti, che si distinguono dalle stelle per la luce meno tremolante. Venere si riconosce perchè è l'astro più luminoso, che appare all'alba e al tramonto. Marte ha una luce rossastra. Giove, di cui anche con un binocolo si possono vedere i quattro satelliti scoperti da Galileo, è più brillante di Saturno. Con l'app Google-Sky si riconoscono facilmente astri e costellazioni». —
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