Gita fuori porta alle Fonti di Poiano, una riserva di relax
Villa Minozzo: dal ponte di Gatta due chilometri di strada per trovarsi immersi tra il verde lussureggiante e il fresco della sorgente
VILLA MINOZZO. Una scheggia di meraviglia a metà fra Crinale e ceramiche. Nel periodo estivo, una delle principali oasi di fresco, acqua e sole della montagna reggiana è la zona attorno alle fonti di Poiano, da sempre “spiaggia” a poca distanza per molti montanari e negli anni diventata meta sempre più frequentata di turisti assortiti. Si trovano nel territorio di Villa Minozzo lungo la pista Gatta-Pianello, imboccabile dal ponte di Gatta. Due chilometri di strada e si arriva a questo verdissimo spiazzo in cui, dal paesino di Poiano, discende diviso in tanti anfratti il torrente Lucola. Siamo nell’area dei gessi triassici, parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e zona dalle peculiarissima caratteristiche idrogeologiche.
A pochi chilometri si trovano percorsi fluviali, grotte e formazioni naturali di gessi davvero peculiari, oltre all’imponente panorama della Pietra di Bismantova. Rispetto a queste attrattive tanto belle quanto impegnative, da affrontare preparati e allenati, le fonti sono un’alternativa decisamente più rilassata. In questo senso, i motivi per la popolarità e l’affluenza sono tanti.
Le fonti di Poiano sono semplici da raggiungere e offrono un panorama bellissimo e tante possibilità di rilassarsi. Sono un complesso di rii, mini-laghetti e sbocchi d’acqua, figli dei torrenti Lucola e Sologno e di tante “vene” sotterranee e di superficie. E sono acque speciali, arrivate dalla più grande risorgente carsica in regione, usate per secoli per terapie assortite. Un bellissimo affresco naturale contornato da alberi, prati, boschi e sentieri con collegamenti in legno e panchine. Il tutto a pochi metri da un ristorante specializzato in cucina montanara e dal corso del Secchia.
A quell’altezza il principale fiume reggiano offre acque pulite e tante rive ghiaiose e sabbiose in cui è possibile accomodarsi a prendere il sole tranquillamente, percorrendo qualche manciata di passi dalla strada. C’è tutto, quindi. Da un lato le fonti, il verde lussureggiante e il fresco della sorgente, dall’altra parte della strada una possibilità di balneazione a km zero, decisamente più comoda e a buon mercato rispetto alle spiagge costiere. L’umidità si può far sentire, nei giorni più afosi, ma basta una passeggiata di pochi metri vicino all’acqua e nei primi sentieri che risalgono il crinale per tornare sempre a respirare, anche quando il termometro martella con particolare violenza. Per chi invece vuole dedicarsi al sole, le possibilità sono tante, dalla riva del fiume ai prati. Una riserva di fresco ad altitudini e distanze ragionevoli, non a caso perennemente frequentata nei mesi estivi. Anziani a caccia di ristoro, giovani comitive e, nel periodo delle ferie e nei fine settimana, tante famiglie con bimbi al seguito.
Un luogo dalla doppia anima, tanto vivo nei periodi caldi quanto a rischio isolamento con l’arrivo del freddo e del maltempo.
L’area è piuttosto fragile come tenuta idrogeologica, la pista Gatta-Pianello – a lungo contestata da chi la ritiene una ferita nell’ambiente appenninico – rischia spesso di essere erosa, se non cancellata per interi tratti, quando il Secchia entra in piena e le sue acque superano i livelli di guardia. Anche il ristorante, di conseguenza, si trova spesso isolato, collegato all’esterno solo dalla stretta e vecchia stradina che porta a Poiano. In questi periodi il panorama non manca comunque di suggestioni, anzi, ma dalla vitalità estiva si vira decisamente verso tinte malinconiche. A ricordare, se ce ne fosse bisogno, la natura selvatica e spesso poco accomodante della nostra montagna. —
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