Gualtieri omaggia Umberto Tirelli, l’uomo che vestiva il cinema e viveva tra le pieghe del talento
Nel Salone dei Giganti una mostra antologica con i costumi che hanno reso grande la sua sartoria
GUALTIERI. Gualtieri è pronta a riabbracciare uno dei suoi cittadini più illustri. Manca meno di un mese alla mostra dedicata a Umberto Tirelli, il sarto che ha vestito i film più importanti della storia del cinema.
Sabato 15 settembre alle 18, nell’affrescato Salone dei Giganti, è in programma l’inaugurazione di una grande mostra antologica dedicata a Umberto Tirelli, nel novantesimo anno della nascita. Tirelli, sarto di origine gualtierese, ha vestito i film celebri spaziando anche nel teatro, divenendo un punto di riferimento a livello mondiale e guadagnando il titolo di “archeologo della moda” per la sua conoscenza e la capacità di riprodurre abiti di tutte le epoche.
I COSTUMI. La mostra è promossa e organizzata dalla fondazione “Museo Antonio Ligabue”, dalla fondazione “Tirelli-Trappetti” e Comune di Gualtieri, e viene curata da Gabriella Pescucci, costumista premio Oscar che ha firmato gli abiti di film celeberrimi, da “Uomini contro” di Franco Rosi a “C’era una volta in America” di Sergio Leone, dal “Casanova” di Federico Fellini a “The Age of Innocence” di Martin Scorsese, solo per dirne alcuni.
La Pescucci, oltre ad aver scelto i costumi in mostra, ha progettato un percorso espositivo che attraversa la storia della sartoria di Umberto Tirelli dai primissimi anni sino ai giorni nostri, attraverso abiti che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale.
Tra i pezzi più importanti che i visitatori incontreranno a Gualtieri è possibile ricordare perlomeno il costume indossato da Donald Sutherland nel “Casanova” di Fellini o il magnifico abito da sposa indossato da Dominique Sanda in “Novecento” di Bernardo Bertolucci.
IL SUCCESSORE. «Per ricordare l’eclettica personalità, il talento e la grande generosità di Umberto – spiega Dino Trappetti, successore di Tirelli nella direzione della Tirelli Costumi – ho coinvolto nell’ideazione la costumista e premio Oscar Gabriella Pescucci, cresciuta nella bottega Tirelli, per creare un percorso il più possibile esauriente di tanto lavoro. Su suggerimento del vicesindaco e assessore alla cultura Marcello Stecco abbiamo ritenuto giusto e opportuno includere in questo ricordo-omaggio due illustri e grandi amici conterranei di Umberto: Romolo Valli, geniale attore, grande operatore culturale, a cui, giustamente, Reggio Emilia ha intitolato il suo prestigioso teatro, e Danilo Donati, eccezionale talento di costumista e scenografo, due volte premio Oscar, originario di Luzzara, a pochi chilometri da Gualtieri».
IL CATALOGO. La mostra, oltre ad offrire un esposizione di costumi senza precedenti, per importanza e per ampiezza, sarà accompagnata dall’edizione di un catalogo estremamente curato, un oggetto da collezione (anche dal punto di vista delle particolari soluzioni tipografiche adottate), che verrà edito dalla casa editrice Buon Corsiero di Reggio Emilia.
L'ARTISTA. Umberto Tirelli nasce a Gualtieri nel 1928. La sua parabola artistica comincia a Milano nei primi anni Cinquanta, nella bottega della Sartoria Finzi, dove avviene il primo fondamentale incontro con Luchino Visconti. La stagione milanese è prodiga di altri fortunati incontri artistici (Franco Zeffirelli, Piero Tosi e Beppe Modenese) che portano Tirelli a trasferirsi a Roma, dove inizia il lavoro per la sartoria Safas. Dopo quasi dieci anni di lavoro alla Safas, Umberto Tirelli decide di fondare la sua sartoria: la Tirelli Costumi prende vita nel novembre del 1964, dando inizio ad una storia di incredibili successi. Innumerevoli i film vestiti dalle abili mani del sarto gualtierese: “Il Gattopardo”, “Morte a Venezia” e “Ludwig” di Luchino Visconti; “Amarcord”, “Casanova” e “La città delle donne” di Fellini; “Medea” di Pasolini; “Novecento” di Bernardo Bertolucci e moltissimi altri.
Il rapporto di Tirelli con la bassa reggiana, durante tutta una vita di successi internazionali, rimarrà assolutamente inossidato. A testimonianza di un rapporto strettissimo con il proprio paese natale rimane la Collezione Tirelli, frutto della donazione al Comune di Gualtieri di una serie di opere importantissime (quadri e costumi), voluta da Umberto Tirelli prima della morte, che sopraggiunge il 26 dicembre del 1990, e da Dino Trappetti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
