Gazzetta di Reggio

Eleonora Giovanardi debutta con la fiction “InVolontario”

Cristina Fabbri
Eleonora Giovanardi debutta con la fiction “InVolontario”

L’attrice reggiana: «Finzione e realtà si mescolano per parlare di impegno sociale, musica e amore»

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REGGIO EMILIA

Si intitola “InVolontario” ed è la prima web serie girata interamente all’interno di un ospedale, l’Istituto nazionale di tumori di Milano. A metà tra il reality e la commedia surreale, racconta il mondo del volontariato in una chiave molto originale.

«Si mescolano finzione e realtà per parlare di impegno sociale, giovani, musica e amore. In un contesto sicuramente insolito, un ospedale vero. È un progetto ambizioso e importante e sono felice di farne parte». A dirlo è Eleonora Giovanardi, attrice reggiana divenuta nota al grande pubblico per aver recitato con Crozza e Checco Zalone. L’abbiamo raggiunta telefonicamente a margine della conferenza di presentazione di “InVolontario” nella sede di Officine Buone, la onlus di Milano che coinvolge attori e musicisti per promuovere il volontariato giovanile nelle corsie degli ospedali italiani, di cui Eleonora fa parte da tre anni.

Ed è proprio firmata da Officine Buone e Fondazione Cariplo questa web serie che vede impegnato un cast di tutto rispetto formato da volontari famosi: la cantante e youtuber Giulia Penna, i conduttori televisivi Federico Russo, Marco Maccarini, Melissa Marchetto, gli attori Paolo Ruffini e appunto Eleonora Giovanardi, il giovane e talentuoso Francesco Meola, il cantante Brunori, Roberto Dell’Era (Afterhours) e tanti altri.

Un’esperienza molto particolare, non c’è che dire.

«Una bellissima esperienza – precisa Eleonora –. Si racconta una storia inventata ma all’interno di un ospedale vero, in cui ci sono dei pazienti veri».

In cinque puntate cosa vedremo?

«Tutto parte dalla storia di Ettore (interpretato da Francesco Meola), il protagonista. È un fattorino precario che, un giorno, arriva in ospedale per consegnare una lettera e viene colto da un colpo di fulmine per Giulia (ovvero Giulia Penna), una specializzanda. Per rivederla e conquistarla le tenterà tutte: si fingerà volontario di un’organizzazione no profit (Officine Buone) che organizza un contest musicale in ospedale».

Quindi canterete e suonerete anche?

«Il contest lo faremo sul serio, e nella web serie lo presento io. Si intitola “Special Stage”. Si vedrà poi Ettore diventare un volontario vero e proprio. Ci saranno momenti anche ironici. Molti pazienti ci hanno chiesto di fare da comparse».

Che messaggio si vuole far passare?

«In modo insolito, direi un po’ pop, nuovo, si vuole arrivare ai giovani, avvicinarli ai temi sociali: si vuole far capire che la storia di Ettore può essere quella di tutti noi. Che chiunque può fare il volontario, che aiutare fa bene sia a chi riceve aiuto sia a chi dà una mano. Per fare il volontario non servono abilità particolari, basta poco, ma si può fare davvero tanto anche attraverso piccoli gesti. Fare il volontario può essere molto “figo”: è questo che vogliamo far capire soprattutto ai più giovani».

Cinque puntate in tutto. Quando e dove si potranno vedere?

«Da lunedì 17 settembre su tutti i canali web di Mtv e sul sito del Corriere della Sera (corriere.it). La presentazione in anteprima sarà domenica 16 settembre al Fuoricinema di Milano».

E a proposito del contest musicale “Special Stage”, che si vede anche nella web serie, a gennaio lo avevi portato anche al Core di Reggio. Tornerà?

«Special Stage esiste veramente: è un progetto di Officine Buone, porta la musica in ospedale grazie alla collaborazione di nomi importanti della musica (per fare qualche esempio: Ornella Vanoni, Mara Maionchi, Caterina Caselli). Con grande orgoglio sono riuscita a portarlo anche a Reggio Emilia, al Core, e sono felice di annunciare che tornerà a breve».

Quando?

«Il 30 settembre ci sarà un nuovo appuntamento con tre giovani musicisti che si sfideranno davanti ai pazienti. E i pazienti saranno i giudici: daranno agli artisti un punteggio che determinerà l’accesso alla finale del contest nazionale. In questo modo i musicisti parteciperanno al contest ma doneranno anche il proprio talento facendo volontariato grazie alla propria passione per la musica. Anche questo significa fare volontariato». —



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