Gazzetta di Reggio

tradizioni 

In processione con il Cristo parlante

Andrea Vaccari
In processione con il Cristo parlante

Domani la benedizione del Po, per chiedere aiuto e protezione. Proprio come nei film di Peppone e Don Camillo  

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BRESCELLO

È un’antichissima tradizione che si rinnova per le genti della Bassa: la benedizione del fiume Po per chiedere al cielo un aiuto per le coltivazioni, ma anche protezione contro le calamità naturali come le alluvioni che nei secoli scorsi periodicamente portavano distruzione.

A Brescello, l’usanza è stata ripristinata da don Evandro Gherardi: nel 2013 fece uscire il “crocefisso parlante” di Don Camillo e Peppone dalla chiesa di Santa Maria Nascente a distanza di oltre quarant’anni dall’ultima volta, ossia dalle riprese dell’incompiuto “Don Camillo e i giovani d’oggi” del 1970.



Anche per il 2018, dunque, l’appuntamento si riproporrà con la consueta, suggestiva atmosfera. L’evento – in programma domani alle 19 con partenza da piazza Matteotti – è promosso dall’Unità pastorale di Boretto-Brescello e Lentigione con Sorbolo Levante, insieme alla Proloco brescellese e il patrocinio del Comune, in collaborazione con Avis, Protezione civile, oratorio di San Genesio, Sabar e del consorzio turistico “Terre di Po e dei Gonzaga”.

Ad accompagnare la serata, anche il concerto di campane dell’Unione Campanari Reggiani e l’esibizione della banda di Bagnolo e Correggio. E al termine, in piazza, sarà possibile cenare con salume e gnocco fritto, negli stand allestiti dalla Proloco.

In caso di pioggia l’evento sarà rimandato a sabato prossimo alla stessa ora.



Dal punto di vista storico-cinematografico sembrerà di rivivere l’indimenticabile episodio della benedizione del fiume la cui processione era iniziata “in solitaria” da parte del parroco per l’esplicito divieto del sindaco Peppone, salvo poi trovare la compagnia dei fedeli “rossi” nei pressi dell’argine del Po.

«Non mi sposto per voi, ma mi sposto per Lui», così risponde Peppone a Don Camillo, che si era incamminato dalla chiesa con in braccio il pesante crocefisso. È questo uno degli scorci più celebri della saga ideata dalla penna di Giovannino Guareschi, e poi ripreso nei film di Duvivier, girati a Brescello. Proprio nel primo film del ciclo, Fernandel – che impersona il celebre parroco – esce dalla chiesa ma ad accoglierlo non c’è nessuno, tutti sono barricati in casa per paura dei comunisti di Peppone. Però poi quei comunisti sono sull’argine, e tutti (a partire dal sindaco Peppone) si tolgono il cappello per partecipare alla benedizione delle acque del Po.



Si tratta di un’occasione straordinaria e di grande impatto emotivo per riprendere un discorso non solo legato alla nostalgia dei film ma anche ai valori di giustizia, solidarietà e pace che i racconti di Giovannino Guareschi ispiravano. Il parroco don Evandro Gherardi, contrariamente alla finzione cinematografica, sarà accompagnato dai rappresentanti dell’amministrazione comunale delle associazioni locali, insieme a tanti cittadini – non solo di Brescello – che come ogni anno si uniranno in fila dietro al Cristo.

Illuminato da decine di candele e fiaccole, si snoderà per circa un chilometro tra la piazza della chiesa e la strada che si immerge nella golena e che costeggia il fiume Enza fino a raggiungere la foce dove le acque si immettono nel Po. A seguire, benedizione del fiume, candele in acqua trasportate dalla corrente e lanterne lanciate in cielo come preghiere a Dio per chiedere clemenza e protezione contro le calamità naturali come alluvioni e terremoti. In una terra che da questo punto di vista ha già pagato il proprio pesante dazio. —



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