Gazzetta di Reggio

Moda  

Full immersion nel mondo Max Mara

Chiara Cabassa
Full immersion nel mondo Max Mara

Da tutta Italia a Reggio per scoprire in due giorni la storia e la tradizione della maison con ciceroni molto speciali 

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REGGIO EMILIA

Da tutta Italia a Reggio Emilia alla scoperta della storia, della tradizione e della qualità di una grande maison. Protagoniste quaranta donne, di età e professioni diverse, accomunate da un’unica e grande passione: l’amore per Max Mara. “The esclusive story”, sottotitolo “un percorso inedito attraverso abiti, luoghi e racconti della maison Max Mara”: questo l’evento.

Selezionate in base alla loro fedeltà rispetto al brand, le quaranta “ambasciatrici” hanno vissuto una full-immersion unica. Nessuna cliente prima di loro aveva avuto il privilegio di visitare l’Archivio d’impresa, il più ricco e completo archivio di moda italiano, che apre raramente le sue porte per ospitare solo alcuni selezionati designer, studenti di moda o giornalisti di settore. L’archivio che custodisce parte della cultura e della storia della moda, è composto da 20.000 capi Max Mara e Sportmax a partire dagli anni ’50 e da 8.000 capi dei più importanti designer internazionali dalla fine del XIX secolo ad oggi. Presente inoltre una libreria con 6.000 volumi e più di 50.000 riviste specializzate.

Accolte da Laura Lusuardi, fashion coordinator del gruppo Max Mara, le ospiti sono rimaste incantate di fronte all’energia e alla passione con le quali Lusuardi ha saputo trasmettere il suo affetto per un archivio unico. Seconda tappa l’azienda Manifattura di San Maurizio, la fabbrica nella quale dal 1951 vengono prodotti oltre 100.000 capi Max Mara. Accompagnate dal direttore Giuseppe Bacci, hanno “partecipato” al minuzioso processo di lavorazione e ai controlli di qualità che avvengono durante il ciclo produttivo. Sorprendente la sensazione che si prova osservando come nasce quel cappotto che magari hai appena visto in boutique: si tratta di una sorta di rispetto per i capi e per le stoffe con i quali sono prodotti quando vedi che ciascuna pezza di tessuto è preservata e maneggiata con estrema cura. «Ora che ho visto la produzione dei cappotti e la storia che hanno alle spalle – questo il commento eloquente di una signora di Mestre – nel mio armadio ci saranno solo cappotti Max Mara».

Se è vero che la moda è cultura, il legame si fa ancora più forte con la visita alla Collezione Maramotti, che raccoglie quarant’anni di appassionato collezionismo. Qui è stata ancora più evidente l’influenza che l’arte ha da sempre avuto sulle ispirazioni dei designer Max Mara e l’amore che la famiglia Maramotti, a partire dal fondatore Achille, ha per qualunque forma d’arte.

La moda è cultura ma è anche condivisione. Che non è naturalmente mancata nella due giorni reggiana. Le ospiti, invitate a una cena di gala a Villa Levi Terrachini, hanno conosciuto Nicola Gerber Maramotti e condiviso con lei impressioni ed emozioni. «Queste signore amano Max Mara e la vivono con la stessa passione con cui la viviamo noi – racconta entusiasta Nicola Gerber Maramotti –. Per le nostre ospiti, Max Mara è anche un pochino loro. Ne conoscono i pregi, e da oggi si sentono ancora più orgogliose di poterla rappresentare. Sono le nostre più importanti ambasciatrici e per me è stato un vero piacere condividere con loro due giorni emozionanti».

Gran finale al Caffè Arti e Mestieri dove si respirava aria di famiglia. O di community, dal momento che una nuova chat di gruppo sta già andando alla grande. —





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