Gazzetta di Reggio

tributo 

L’istituto Peri ricorda il maestro Campagnano con il sestetto di Brahms

G.B.
L’istituto Peri ricorda il maestro Campagnano con il sestetto di Brahms

Tra i musicisti che si esibiranno domani  c’è anche il giovane palestinese Omar Saad «Devo tutto a lui, non lo dimenticherò mai»

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REGGIO EMILIA

Un concerto per ricordare il violinista Alberto Campagnano che è stato docente dell’Istituto Peri: una vita per la musica e l’impegno sociale.

Ad un anno dalla sua scomparsa, domani alle 18 nell’auditorium Masini, la sua scuola gli dedica un concerto. Il programma prevede il Sestetto per archi in Si bemolle maggiore op.18 n.1” di Brahms, eseguito da Marco Bronzi e Nicola Bignami (violini), Pietro Scalvini e Omar Saad (viole), Luca Franzetti e Igor Macrì (violoncelli). Un momento musicale per ricordare la figura di questo violinista che, oltre alla musica, ha condotto una vita basata sull’impegno sociale e politico vissuti con coerenza, sostenendo diverse iniziative di solidarietà e di promozione culturale e sociale sotto il segno della musica.

Amico personale di Franco Gulli e di sua moglie, la pianista Enrica Cavallo, ogni anno creava delle occasioni perché il pubblico reggiano potesse ascoltare il grandissimo violinista. Tra i luoghi in cui ha lavorato anche a livello sociale, vi è la Palestina dove si è recato anche nel 2016, in un viaggio che gli ha consentito di approfondire la conoscenza di quel popolo e delle terribili condizioni di vita. Aveva altri progetti, ancora tanto da fare, soprattutto il sogno, che non ha potuto realizzare, di portare il suo contributo al consolidamento della cultura musicale in Palestina. «Per la causa palestinese – ha commentato il direttore dell’Istituto Peri Marco Fiorini – molti ragazzi hanno potuto avvicinarsi alla musica e alcuni di loro hanno avuto la possibilità di studiare, tra cui Omar Saad che sentiremo nel concerto di domani. Si è diplomato al triennio di primo livello in viola presso il nostro istituto».

«Senza di lui non sarei riuscito a laurearmi – racconta Saad – non avevo altre possibilità, sono stato accolto come un figlio. Alberto mi ha dato l’opportunità di approfondire i miei studi e di iniziare la mia carriera musicale. Ho conosciuto tante persone, tanti amici, tanti musicisti grazie a lui». Sua la scelta di suonare Brahms: «Uno dei miei compositori preferiti – spiega il giovane – che tra l’altro è stato suonato da Alberto il 20 maggio 2017 nella sua ultima esibizione pubblica. Questo sestetto è ricco di temi di una bellezza sconcertante. In particolare il secondo movimento sembra una marcia funebre, con un tema di profonda malinconia».

Sono molti i musicisti reggiani a gradire questo ricordo musicale, fra loro una delle migliori allieve di Campagnano: Federica Vercalli, adesso violinista della Filarmonica Toscanini. «L’ho avuto come insegnante al Peri per alcuni anni, quelli cruciali. Campagnano mi ha trasmesso il suo sguardo musicale in un modo così profondo che mi ha fatto decidere di diventare violinista. Il modo di “sentire la musica” l’ho appreso da lui, da come sapeva tradurlo sullo strumento, come la musicalità, insieme al gusto per la lettura filologica. E non potrò mai scordarmi della sua squisita umanità». —

G.B.

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