La gelateria Pacifico un luogo “sacro” di Reggio
Giorgio Saccani racconta la storia del suo locale che piace tanto ai “ragas ed Res” «Tutte le mattine sono qui a fare prove ed esperimenti. L’obiettivo è la qualità»
REGGIO EMILIA
Gelato e compagnia. Binomio da sempre funzionale, a Reggio ha – fra i suoi simboli più noti – la gelateria Pacifico nella zona di Buco del Signore. Uno dei principali locali cittadini per gli amanti di creme, torte e semifreddi, ed anche un consolidato luogo di ritrovo per tante compagnie di giovani, e non solo.
In ogni serata estiva almeno un centinaio di persone transitano in zona, sfruttando anche l’ampio parcheggio, e pochi mesi fa la “consacrazione” social è arrivata tramite la divertentissima pagina “I ragas ed Res”, che inseriva scherzosamente il Pacifico fra i luoghi più sacri al mondo a fianco della Mecca, di Gerusalemme e di San Pietro.
La gelateria reggiana è uno dei cardini del giro notturno cittadino, ma è prima di tutto un riferimento per gli appassionati di gelati. La qualità del prodotto ha progressivamente attirato comitive e da lì, complice anche un arredo pensato per ospitare diversi gruppi anche piuttosto numerosi, il discorso si è allargato.
Il cuore però rimane il gelato e le sue combinazioni, frutto del lavoro quotidiano del titolare Giorgio Saccani, ben noto per aver gestito tanti locali cittadini come il Tutankhamon e aver avviato il Caffè Miami, in centro, e il bar Sandiego e la gelateria Capolinea in viale Simonazzi, a poca distanza proprio dal Tutankhamon.
Dal 2006 Saccani si è dedicato al gelato, e dopo un lungo periodo di formazione ha iniziato a produrre gelati e semifreddi. «Il mio obiettivo è da sempre la qualità artigianale, ho studiato tanto sia per le questioni dei gusti, dei prodotti sia per quanto riguarda un altro aspetto importante, quello naturale e salutista», racconta ora.
«Questo discorso ha pagato, la clientela non ci manca mai, nelle sere estive c’è sempre pieno e comunque lavoriamo tutto l’anno, serviamo tanti ristoranti e operiamo con diversi catering», aggiunge.
Il lavoro non manca ma neppure l’impegno: «Io tutte le mattine sono qui presto a fare gelati, ho fatto tutti i miei esperimenti, curo sempre tutte le materie prime e produciamo tutto in casa, compresi i semilavorati come lo zabaione. Sarebbe più semplice comprarli, ma la differenza è tanta, e non solo nel sapore: i gelati fatti così danno decisamente meno problemi dal punto di vista della salute». —
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