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La gelateria Pacifico un luogo “sacro” di Reggio

Adriano Arati
La gelateria Pacifico un luogo “sacro” di Reggio

Giorgio Saccani racconta la storia del suo locale che piace tanto ai “ragas ed Res” «Tutte le mattine sono qui a fare prove ed esperimenti. L’obiettivo è la qualità»

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REGGIO EMILIA

Gelato e compagnia. Binomio da sempre funzionale, a Reggio ha – fra i suoi simboli più noti – la gelateria Pacifico nella zona di Buco del Signore. Uno dei principali locali cittadini per gli amanti di creme, torte e semifreddi, ed anche un consolidato luogo di ritrovo per tante compagnie di giovani, e non solo.

In ogni serata estiva almeno un centinaio di persone transitano in zona, sfruttando anche l’ampio parcheggio, e pochi mesi fa la “consacrazione” social è arrivata tramite la divertentissima pagina “I ragas ed Res”, che inseriva scherzosamente il Pacifico fra i luoghi più sacri al mondo a fianco della Mecca, di Gerusalemme e di San Pietro.

La gelateria reggiana è uno dei cardini del giro notturno cittadino, ma è prima di tutto un riferimento per gli appassionati di gelati. La qualità del prodotto ha progressivamente attirato comitive e da lì, complice anche un arredo pensato per ospitare diversi gruppi anche piuttosto numerosi, il discorso si è allargato.

Il cuore però rimane il gelato e le sue combinazioni, frutto del lavoro quotidiano del titolare Giorgio Saccani, ben noto per aver gestito tanti locali cittadini come il Tutankhamon e aver avviato il Caffè Miami, in centro, e il bar Sandiego e la gelateria Capolinea in viale Simonazzi, a poca distanza proprio dal Tutankhamon.

Dal 2006 Saccani si è dedicato al gelato, e dopo un lungo periodo di formazione ha iniziato a produrre gelati e semifreddi. «Il mio obiettivo è da sempre la qualità artigianale, ho studiato tanto sia per le questioni dei gusti, dei prodotti sia per quanto riguarda un altro aspetto importante, quello naturale e salutista», racconta ora.

«Questo discorso ha pagato, la clientela non ci manca mai, nelle sere estive c’è sempre pieno e comunque lavoriamo tutto l’anno, serviamo tanti ristoranti e operiamo con diversi catering», aggiunge.

Il lavoro non manca ma neppure l’impegno: «Io tutte le mattine sono qui presto a fare gelati, ho fatto tutti i miei esperimenti, curo sempre tutte le materie prime e produciamo tutto in casa, compresi i semilavorati come lo zabaione. Sarebbe più semplice comprarli, ma la differenza è tanta, e non solo nel sapore: i gelati fatti così danno decisamente meno problemi dal punto di vista della salute». —



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