Moderne amazzoni in passerella per Max Mara tra mito e leggenda
I grandi classici rivisti e corretti in un’ottica femminile Ritorno agli anni ’80 con silhouette dalle spalle importanti
MILANO
Max Mara rielabora i classici senza tempo che hanno fatto la storia della maison e si ispira alle donne guerriere della mitologia greca. Per la collezione primavera estate 2019 presentata a Milano in occasione della Settimana della Moda Ian Griffiths, il designer britannico alla guida della casa di moda reggiana, ha infatti aperto l'archivio Max Mara e si è fatto contagiare dalle proposte anni ‘80 e dalla passione per il simbolismo classico dell’allora stilista Anne-Marie Beretta.
Ecco dunque che in passerella hanno sfilato, tra le colonne di via Senato, moderne Anfitrite (la sposa di Poseidone e regina del mare) indossando outfit con silhouette dalle spalle importanti, drappeggi asimmetrici, bottoni automatici e dettagli funzionali. Il tutto reinterpretato per tessere la trama di un racconto contemporaneo. Molto d’effetto gli impermeabili in tessuti cerati disegnati per far fronte a qualsiasi intemperia. Il tutto arricchito da pois e volants sinuosi che delineano le costruzioni boxy di giacche e caban. La paletta primavera-estate tocca i toni mediterranei dell’oliva, dell’ocra, del bianco puro, del blu e del giallo intenso. La donna Max Mara è dunque una moderna amazzone, orgogliosa, fiera e valorosa. Indossa la borsa cross body Atalanta, camicie mono spalla, gonne annodate in vita e gli occhiali da sole Briseis. Ha tutto quello che le serve per affrontare un’avventura nel deserto, al mare o sotto la pioggia per raggiungere l’ufficio.
Come spiegano dalla casa di moda reggiana, l’ispirazione per questa collezione arriva dalla «recente rilettura dell’antologia classica da una prospettiva femminile. Quella di Emily Wilson è la prima traduzione dell’Odissea scritta da una donna, con il risultato di porre questa storia familiare in una luce completamente nuova. Il canto di Penelope di Margaret Atwood racconta il lato pragmatico, intelligente e longanime della figura di Penelope. La Circe di Madeline Miller rappresenta la famigerata maga come una donna forte e brillante. Anfitrite era la pronipote di Gea e la regina di tutti gli oceani, prima che Poseidone la mettesse in secondo piano – affermano –. Ed è così che ora Max Mara rimette Anfitrite sul trono che le spetta e si immerge nel proprio mito».
Mito, leggenda. Classico e modernità. Un mix che ha convinto il parterre di celebrities, influencers e opinion leader che ogni volta affolla le sfilate Max Mara, come Anna Dello Russo, anima creativa di Vogue Japan. Anche le modelle sono icone, come Gigi Hadid e Irina Shayk, che hanno sfilato con hijab in testa o con capelli raccolti in particolari trecce. E nel cortile di palazzo del Senato chi non poteva mancare? Un “teddy bear” gigante (che ricorda l’omonimo cappotto che la scorsa stagione ha sbancato) oggetto di selfie vips. —
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