Gazzetta di Reggio

Gli strumenti medievali rivivono grazie agli “archeologi del suono”

Giulia Bassi
Gli strumenti medievali rivivono grazie agli “archeologi del suono”

I musicisti Francesco Gibellini e Clara Fanticini di Reggio Emilia studiano bassorilievi e miniature per restituire la musica del passato 

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REGGIO EMILIA. Quante volte abbiamo contemplato certe graziose miniature medioevali raffiguranti personaggi o angeli che suonano uno strumento? Ma c’è anche qualcuno che meravigliandosi davanti alla bellezza di una figura di un bassorilievo del Duomo di Modena che tiene in mano una viella, ovvero un antenato di un violino, pensa: «Vorrei proprio costruirne una uguale».

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Ha cominciato così il reggiano Francesco Gibellini, diplomato in tromba, docente al Liceo musicale Bertolucci di Parma. Oltre a suonare in varie orchestre da qualche anno, trascorre i pomeriggi nel suo laboratorio di via Caboto dove si dedica proprio alla costruzione degli strumenti medioevali. Un’altra ragione che l’ha indotto a coltivare in modo profondo questo interesse che adesso per lui è diventato un lavoro, l’ha trovata nella violinista Clara Fanticini, sua moglie, appassionata studiosa di musica antica. Loro due insieme a Flavio Spotti hanno formato l’Ensemble Palamento che sabato alle 21, al Palazzo Ducale di Sassuolo, ci farà ascoltare alcuni di questi strumenti; l’evento è organizzato dal Comune insieme all’associazione Concordia Musis Amica.

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Particolarità della serata – durante la quale Gibellini suonerà l’organo portativo e la citola, Clara Fanticini le vielle e Flavio Spotti le percussioni storiche – sta nel programma, in quanto verranno eseguite tutte le 15 danze racchiuse nel manoscritto Add. 29987, detto “di Londra” in quanto conservato alla British Library. Per l’occasione la stessa Fanticini ne ha effettuato la trascrizione in notazione moderna: «L’importanza di queste pagine – spiega – sta nel fatto che costituiscono la più nutrita e ricca fonte di musica strumentale esistente. Poche altre volte, credo, sono state eseguite tutte quante come facciamo noi sabato. Appartengono al XIV secolo e se non sono le più antiche (“Le Chançonier du Roi” sono del secolo precedente) si tratta di una musica senz’altro più complessa ed elaborata rispetto a quella del XIII secolo».

A Sassuolo quali strumenti sarà possibile ascoltare?

Stavolta a rispondere è Francesco Gibellini: «Le vielle, appunto, la citola che è come una piccola chitarra e quindi l’organo portativo: un organo di piccole dimensioni. Dopo aver costruito diverse vielle, in questi anni mi sto specializzando nella costruzione di questi strumenti il cui suono acuto assomiglia a quello di un flauto. Mi sto anche dedicando alla ricerca e costruzione delle “tastiere storiche”: mi riferisco anche al clavisymbalum, l’antenato del clavicembalo che ho scoperto essere nel medioevo di due tipi, “a pizzico” ma anche con i martelletti, quindi come il fortepiano. Incredibile! Fino ad ora ho ha costruito 32 organi che ho venduto in Italia, ma molto all’estero: tra l’altro uno di questi l’ha comprato il Conservatorio di Lione».

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Come è nata questa passione?

«Mio nonno lavorava il legno e da piccolo lo osservavo spesso. A 15 anni, aiutato da lui, ho costruito il mio primo organo. Il problema sta nel fatto che, per realizzare gli strumenti medioevali, non esistono documenti: non resta che osservare attentamente le immagini (pitture, miniature...), a partire dalle sfumature dei colori, dai quali si può capire anche quali legni impiegare».

Cioè?

«Le vielle, ad esempio, nella maggior parte delle immagini mostrano un colore ambrato, per tale motivo i legni usati per la loro costruzione non possono che essere o il ciliegio o il pero. I disegni delle canne dell’organo li ho desunti dalla pietra tombale posta in una chiesa di Modena raffigurante l’organista e il suo strumento, per altro costruito dal reggiano Bartolomeo Dall’arpa».

Avete avuto qualche apprezzamento?

«Siamo stati contattati dalla BBC da parte di Waldemar Januszczak del quale anche la nostra Rai5 trasmette i documentari: noi abbiamo realizzato la parte strumentale di quello sul Rinascimento. Per un momento compariamo anche... in ogni caso siamo stati anche ripresi: su youtube si possono trovare i video integrali».

Potendo suonare strumenti d’epoca qual è la particolarità del vostro gruppo?

«Possiamo davvero dire – risponde Clara Fanticini – che uniamo le musiche agli strumenti d’epoca. Molti gruppi, anche blasonati, suonano pezzi del 1300 ma con gli strumenti barocchi. Siamo orgogliosi di dare uno sguardo così approfondito sul passato che ha gettato le basi della storia musicale. Per questo motivo facciamo anche incontri con le scuole dove andiamo a mostrare i nostri strumenti». —


 

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