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Da Reggio al Regno Unito “L’autre rive” di Lhuisset conquista anche Brighton

C.F.
Da Reggio al Regno Unito “L’autre rive” di Lhuisset conquista anche Brighton

REGGIO EMILIAÈ esposto al “Brighton Photo Biennial” – il più grande festival di fotografia internazionale del Regno Unito – il progetto “L’autre rive” di Emeric Lhuisset che era stato presentato in...

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REGGIO EMILIA

È esposto al “Brighton Photo Biennial” – il più grande festival di fotografia internazionale del Regno Unito – il progetto “L’autre rive” di Emeric Lhuisset che era stato presentato in primavera a ReggioEmilia nello Spazio U35, a cura del reggiano Daniele De Luigi, durante il festival Fotografia Europea.

Ora il progetto da Reggio vola a Brighton, al festival curato dal nuovo direttore di Photoworks, Shoair Mavlian. Il festival, che verte sul tema “La nuova Europa”, resterà aperto fino al 28 ottobre. Emeric Lhuisset, fotografo parigino che si occupa da anni della rappresentazione dei conflitti, con la serie “L’autre rive” mostra la vita quotidiana di rifugiati d’Europa, conosciuti anni prima in zone di guerra. Le immagini, realizzate dall’artista con stampe cianotipiche, evolvono per tutta la durata della mostra, e sono destinate a svanire – diventando monocromi di colore blu – come accaduto ad amici scomparsi in mare. «Avendo lavorato in numerose zone di guerra – dichiara Lhuisset – molti degli amici che ho incontrato in Iraq, Siria o Afghanistan sono ora sulla rotta dei rifugiati. Alcuni arrivarono in Europa alcuni anni fa, altri non arrivarono mai e svanirono in mare. Seguo il loro viaggio attraverso i messaggi che ci scambiamo regolarmente».

Emeric Lhuisset, classe 1983, è cresciuto nella Parigi suburbana. Si è laureato in arte alla scuola di Belle Arti di Parigi e in geopolitica all’Università Panthéon-Sorbonne e oggi insegna arte contemporanea e geopolitica all’Institute of Political Studies of Paris (Sciences Po). Lhuisset considera il suo lavoro come una trascrizione artistica dell’analisi geopolitica. La mostra di Lhuisset a Reggio Emilia era inclusa nell’esposizione “Saggio sulla cecità”, risultato di un programma di residenze, “Mediterranea Youth Photo”, svolte anche da Federica Landi e Ana Catarina Pinho tra Reggio, Parigi e Braga al fine di realizzare un progetto comune sul fenomeno migratorio. —

C.F.

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