Gazzetta di Reggio

festival aperto 

Daniele Roccato porta al teatro Valli suoni “Notturni” «Parte tutto da Bach»

G.B.
Daniele Roccato porta al teatro Valli suoni “Notturni” «Parte tutto da Bach»

All’Ariosto si esibisce Giovanni Guidi Sul palco canzoni di protesta «dedicate a chi si ribella ancora oggi»

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REGGIO EMILIA

Una giovane, grande promessa del jazz – oramai divenuta una certezza – ed un contrabbassista e compositore dalla personalità originalissima che con il solo suo strumento s’inventa percorsi suggestivi.

L’uno è il pianista umbro Giovanni Guidi l’altro è Daniele Roccato, ospiti entrambi domani a Festival Aperto per due appuntamenti distinti: Guidi all’Ariosto alle 20.30 e Roccato sul palcoscenico del Valli alle 18, nell’ambito dei Concerti Sol#.

ROCCATO AL VALLI

Quanto ci offrirà questo singolare contrabbassista veneto, amatissimo da personalità come Sofia Gubaidulina, porta l’evocativo titolo di “Notturni”. «Il riferimento va a quel momento del giorno dove la grande messinscena dell’operetta umana per un po’ tace – ci dice Daniele Roccato –. Dove i contorni perdono la loro consistenza e lo spazio resta in attesa che la coscienza lo risvegli. In questo attento stato di allerta la diga del pensiero verbale collassa e il flusso creativo diventa un incontenibile fiume in piena. A questo immenso ignoto non rimane che abbandonarsi, con fiducia».

Così Roccato pensa questa sua confessione musicale, cioè il concerto stesso, come lo spazio che si apre per accogliere i notturni della coscienza: per questo esso diviene più importante della musica. In “Notturni” confluiscono pezzi scritti per la danza e teatro, alcune cose scritte per Virgilio Sieni con il quale Roccato collabora da anni: «Materiali che rivelano varie provenienze – spiega il musicista – ma che vibrano sulla stessa frequenza, cioè sullo spazio della notte. Sarà un viaggio che cercherò di abitare con chi è con me; sarà un unicum, una specie di liturgia che inizia da quando salgo e può finire oltre agli applausi; e la musica dovrà uscire come se non fossi io a crearla».

Colpisce l’originalità del suo gesto creativo, capace di travalicare generi partendo dalla classica – in questi giorni sta suonando Schubert accompagnato al fortepiano – per finire all’elettronica. «Anzi per essere più precisi – precisa – il mio vero incontro con la musica l’ho avuto quando ho imparato ad accendere il giradischi per ascoltare il primo dei Concerti Brandeburghesi. Da Bach inizia tutto e Bach voleva che suonassi il mio amico, l’immenso contrabbassista Stefano Scodanibbio già ammalato quando, in Messico, lo aiutavo a scrivere la sua ultima composizione, l’incredibile Ottetto per contrabbassi di cui proprio in questi giorni sta uscendo il cd».

GUIDI ALL’ARIOSTO

Per quanto riguarda Guidi, il pianista porterà al teatro Ariosto il progetto speciale in prima assoluta, intitolato “Rebel songs”, che la Fondazione I Teatri gli ha commissionato e che lo vede protagonista insieme ad un quintetto costituito appositamente.

“Rebel songs” è dedicato alle canzoni di lotta e di protesta che hanno cantato migliaia di donne e uomini in tutte le parti del mondo. «Per “Rebel songs” – spiega Guidi – ho formato un gruppo inedito (Daniele Tittarelli al sax, Daniele Di Bonaventura al bandoneon, Joe Rehmer al contrabbasso e João Lobo alla batteria, ndr) con persone coinvolte a livello etico e politico. Le canzoni dal “Pueblo unido”, a “Fischia il vento” a “I morti di Reggio Emilia” sono state riarrangiate a livello strumentale, per poi realizzare le improvvisazioni. Con questo progetto vogliamo rendere omaggio a tutti coloro che si ribellano in questo tempo terribile... per esempio al sindaco di Riace, nobilissimo ribelle non violento, al quale mi sento vicino».

«Le canzoni – conclude il giovane jazzista umbro – sono dedicate a tutti i disperati che fuggono dalla morte, dalla fame e dalle persecuzioni, e che spesso, invece di un destino migliore, trovano la morte in mare». —

G.B.

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