«Ero sotto l’opera di Banksy quando si è autodistrutta e forse ho visto anche lui»
La gallerista Erika Rossi di Reggio Emilia era da Sotheby’s a Londra durante l’asta che sta facendo parlare il mondo intero
REGGIO EMILIA. «Ero proprio sotto l’opera di Banksy quando si è autodistrutta», racconta ancora incredula Erika Rossi, gallerista di Reggio Emilia della “2000&Novecento”.
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Si trovava a Londra, insieme al padre Gianfranco, da Sotheby’s, durante l’asta che ha catturato l’attenzione dei media di tutto il mondo. La celebre opera “Bambina col palloncino” è infatti andata distrutta, trasformandosi in tagliatelle di carta, appena è stata battuta all’asta per 1,2 milioni di dollari. Ieri, poi, Banksy ha caricato un video sul suo profilo Instagram nel quale ha di fatto spiegato che era stato lui stesso a installare un meccanismo di autodistruzione del quadro che si sarebbe attivato in seguito alla sua vendita all’asta. Una forma di protesta dell’artista, che da sempre fa discutere e non smette di stupire.
E in quel video si vede proprio Erika Rossi vicinissima all’opera. Così l’abbiamo raggiunta al telefono, visto che non si parla d’altro sui giornali e telegiornali inglesi, italiani e non solo. «Sono venuta a Londra per Frieze, la fiera dell’arte, e sono andata da Sotheby’s, una delle più note case d’asta, sempre per lavoro – ci spiega –. Ero seduta due seggiole davanti all’opera di Banksy e, pochi istanti dopo che è stato battuto il martello per indicare che era stata venduta all’asta, è scattato l’allarme in sala».
Inizialmente Erika non si è resa conto di quello che stesse succedendo: «Pensavo che qualcuno avesse toccato una delle opere e avesse fatto scattare l’allarme o che ci fosse stato un furto. Poi ho visto che un ragazzo accanto a me stava riprendendo in direzione del quadro, mi sono girata e ho visto che l’opera alle mie spalle si stava tagliando in tanti listelli». Nessuno pensava a una performance lì per lì, ma dopo qualche minuto il sospetto che fosse una cosa programmata dall’artista si è fatto largo tra i presenti: «Qualcuno in sala deve aver attivato il congegno dopo che il quadro è stato aggiudicato all’asta. Chissà – riflette Erika Rossi – forse il ragazzo che ha ripreso la scena, proprio accanto a me, era Banksy?». Impossibile saperlo. Anche perché è arrivato il momento di salutarci: Erika ha un aereo che l’aspetta per tornare in Italia insieme al padre. Siamo certi che per lei, appassionata d’arte e proprietaria della galleria di via Sessi, in pieno centro storico a Reggio, sarà impossibile dimenticare questa strana esperienza londinese. —
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