Palazzo Spalletti Trivelli mostra i suoi tesori alla città
La sede del Credem in via Emilia San Pietro sarà aperta sabato dalle 9 alle 19 I cittadini potranno ammirarne il patrimonio artistico guidati da giovani ciceroni
REGGIO EMILIA
Sabato il Credem mostra i suoi tesori. Ovviamente non i patrimoni monetari e finanziari dei clienti che custodisce, ma le straordinarie collezioni d’opere storiche e artistiche che adornano l’edificio di via Emilia San Pietro.
L’occasione è offerta dalla adesione della banca reggiana all’iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana “Invito a Palazzo” che consente di visitare gratuitamente, in tutta Italia, i patrimoni posseduti dagli istituti di credito.
L’iniziativa è al suo 17esimo appuntamento ma è la prima volta che ad annunciarla è il nuovo presidente Lucio Zanon di Valgiurata, da aprile ai vertici di Credem.
«Palazzo Spalletti Trivelli – ha annotato il nuovo presidente del Credem– non è un museo ma il cuore pulsante della banca, dove lavorano ogni giorno, con grande passione, quasi 600 persone. Crediamo che renderlo accessibile al pubblico sia un modo per condividere la bellezza dell’arte e della storia che custodisce al suo interno. Al piano nobile si possono ammirare dipinti e arredi, in quello inferiore due rare collezioni d’arte orientale provenienti da Cina, India, Cambogia, Birmania, Mongolia e Giappone, per finire con il piano nterrato dove si trova il sito archeologico della Reggio romana».
Sabato, com’è ormai tradizione, a fare da “guida per un giorno” saranno alcuni allievi delle scuole reggiane; coinvolgere gli studenti trasmettendo alle giovani generazioni la passione per la cultura ritengo sia occasione di crescita personale”. L’accesso, dalle 9 alle 19, sarà scaglionato per gruppi di una trentina di persone che potranno avvalersi anche dei commenti e delle illustrazioni di un gruppo di studiosi come Flavio Boccazzi, Antonio Brighi, Alessandra Carrara, Margherita Casini, Elisabetta Del Monte, Costanza Montagna, Lucrezia Pezzarossa, Amalia Salsi, Alessandra Tellurio e Odette D’Albo.
Proprio quest’ultima ha affiancato ieri il presidente Zanon per ricordare la storia di Palazzo Spalletti Trivelli posseduto nel tardo Seicento dalla famiglia dei conti Guicciardi e decorato secondo il gusto neoclassico con numerose scene tratte dalla mitologia greca e romana. C’è anche una stanza nella quale dormì, nel 1796, Napoleone Bonaparte. Spettacolare l’impatto della sala delle feste ma anche di altri ambienti decorati con la tecnica del “trompe-l’oeil”, arricchiti da fastosi tendaggi e allegorie dedicate alla musica, all’astronomia, alla letteratura, all’agricoltura ed alla caccia. Da non perdere le raccolte di vasi di porcellana e bronzi dorati, smalti e statue in terracotta e ovviamente le opere pittoriche di Francesco Francia, Lorenzo Costa, Denis Calvaert, Guido Reni, Camillo Procaccini, Alessandro Tiarini, Giovanni Lanfranco, Luca da Reggio, Leonello Spada, Giuseppe Maria Crespi, Felice Boselli, Cristoforo Munari. Con l’aggiunta, quest’anno, di un nuovo capolavoro recentemente acquistato dalla banca. Si tratta del “San Giovanni Battista nel deserto” di Bernardino Campi (Reggio Emilia 1521 - 1591), un artista reggiano di nascita, ma di origini cremonesi, tra i protagonisti della pittura italiana del Cinquecento. —
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