Ballerini da tutto il mondo ricostruiscono Mozart con “Requiem pour L”
Al Teatro Ariosto la prima italiana con la direzione musicale di Fabrizio Cassol e quella registica di Alain Platel
REGGIO EMILIA
Titolo paradigmatico del Festival Aperto, manifestazione sulla contemporaneità con eventi che scardinano la tradizionale scansione tra i generi di spettacolo, è senza dubbio “Requiem pour L”, tra i più attesi dell’edizione 2018.
In scena, in prima italiana, domani alle ore 20.30 e domenica alle ore 18 al Teatro Ariosto, testimonia la straordinaria capacità di partire dalla tradizione per trasformarla in una nuova e inaspettata esperienza artistica, da parte di Fabrizio Cassol, Alain Platel e les ballets C de la B.
Quattordici musicisti di diversi continenti si incontrano attorno al Requiem di Mozart per ricostruirlo e lo fanno unendo le loro influenze musicali personali con il jazz, l’opera e la musica popolare africana. Il risultato deve portare a un nuovo modo di vivere il celebre brano. La direzione musicale è curata dal compositore Fabrizio Cassol, che continua a scrivere una storia artistica personale in cui riunisce diverse culture musicali attorno a un tema specifico. Ogni volta cerca un lavoro esistente, tradizioni orali e scritte che gli permettano di scrivere una nuova storia. Per il Requiem, riunisce musicisti con i quali ha già lavorato (ad esempio in Macbeth e Coup Fatal) e artisti per i quali questa collaborazione è la prima. Lo spettacolo rivela una celebrazione del rito della morte, in cui quattordici musicisti provenienti da diversi continenti attraverseranno il Requiem di Mozart lasciandosi guidare dalle influenze musicali più differenti del jazz, dell’opera e della musica popolare africana. Dal punto di vista teatrale, il regista Alain Platel e il gruppo di interpreti hanno cercato di tradurre visivamente e fisicamente immagini e suggestioni che un Requiem evoca, dalla liturgia dei morti alla fossa comune in cui fu lasciato lo stesso Mozart. —
G.B.
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