Gazzetta di Reggio

festival aperto 

Il Collettivo Cinetico sul palco per boicottare la coreografia

Giulia Bassi
Il Collettivo Cinetico sul palco per boicottare la coreografia

Stasera alla Cavallerizza due pièce che ripensano il movimento e la danza Prima “How to destroy your dance”, poi “Dialogo Primo: impatiens noli tangere”

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REGGIO EMILIA

Con un manuale «per il boicottaggio di ogni decoro coreografico tra accelerazioni impossibili e slow motion estremi». Così si presenta il Collettivo Cinetico, di scena stasera alle 20.30 alla Cavallerizza, per il Festival Aperto, con due coreografie dal carattere opposto: “How to destroy your dance”, creata dalla leader del gruppo Francesca Pennini e “Dialogo Primo: impatiens noli tangere”, una prima assoluta di Sharon Fridman.

«La prima coreografia – ci dice Francesca Pennini – si configura come una sfida contro il tempo dal carattere decisamente ludico. Un gioco al massacro senza finzione e senza risparmio, dove si mette a nudo la ritualità intima della preparazione alla distruzione di ogni artificio formale. Lo spettacolo inizia in modo fluido, la coreografia è in atto mentre entra il pubblico e questa gara contro il tempo si presenta come una variabile per boicottare la coreografia: così hanno luogo penitenze, scommesse energeticamente divertenti. In questa mia prima pièce metto in campo una squadra di danzatori alle prese con una serie di prove contro, con e sul tempo. Tra il rito del gioco sportivo e la sacralità della preparazione fisica, ogni decoro coreografico viene boicottato all’insegna dell’apparizione del movimento. Tuttavia la riflessione allude anche alla caducità di legame con il tempo: infatti finisce con un Requiem».

Il Collettivo Cinetico, nato nel 2007 e diretto da Francesca Pennini in collaborazione con Angelo Pedroni ed oltre 50 artisti provenienti da discipline diverse, si caratterizza sin dagli esordi per la ricerca attorno alla natura dell’evento performativo tra danza, teatro e arti visive, ideando metodi di composizione e organizzazione del movimento in grado di incontrare corpi estremamente differenziati e dispositivi che discutono il rapporto con lo spettatore e la visione.

Nella seconda pièce, “Dialogo Primo: impatiens noli tangere”, il coreografo israeliano Sharon Fridman incontra i corpi sportivi e sgrammaticati della compagnia. «Una chiamata a infettarsi e mutare, allo scambio e allo smussamento dei propri confini – dice la Pennini – una reazione chimica tra la fluidità di Fridman e il rigore con-cettuale del Collettivo, tra l’ironia giocosa e la spiritualità più scatenata, che porta una danza estremamente fisica e al tempo stesso profondamente poetica. Coreografia molto raffinata, dalle luci curatissime, presenta inoltre un elemento architettonico importante e in continuo mutamento». Classe 1980, tra gli autori prescelti nel 2008 da Wayne McGregor per il progetto Dance Lines tenutosi alla Royal Opera House di Londra, da anni Fridman è residente in Spagna, dove ha fondato la sua compagnia “Projects in movement” (ora Compañía Sharon Fridman). Base di ricerca è l’improvvisazione per spaziare poi verso l’essere umano, le sue relazioni e dinamiche sociali. Spesso i suoi danzatori si muovono come un unico corpo, senza sosta, alla ricerca di una continua armonia dinamica. «Ritorniamo volentieri a Reggio – conclude la Pennini – in quanto non solo siamo stati ospiti a teatro, ma in parecchie occasioni abbiamo lavorato con i ragazzi delle scuole organizzando dei laboratori che hanno dato luogo ad eventi». —



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