«I suoi testi parlano al mondo» Il Premio Tenco va a Zucchero
Adelmo Fornaciari stasera all’Ariston per la 42esima edizione del concorso «È un grande piacere e un grande onore ricevere questo riconoscimento»
REGGIO EMILIA
L’avevamo lasciato al teatro Valli, dove, giubbotto di jeans e cappellino da baseball ben calcato sulla testa, aveva parlato della sua infanzia a Roncocesi e di un sogno nel cassetto, «tornare a suonare a Reggio, con un concerto memorabile».
Stasera Zucchero Fornaciari, che noi reggiani chiamiamo ancora Adelmo, salirà su un altro palcoscenico, quello dell’Ariston di Sanremo, per ricevere il “Premio Tenco artista 2018” – il maggior riconoscimento della canzone d’autore italiana – nel corso della 42esima edizione del concorso.
«Altro che figlio dell’Appennino – spiega la giuria motivando la decisione di premiarlo – trattasi di Migrans a tutto tondo. Zucchero ha invaso con le sue canzoni i territori più ambiti e meno frequentati dalla canzone italiana. Il suo successo ha riguardato non solo i paesi e i mercati latini e dell’est Europa, tradizionalmente più prossimi a noi, ma ha conquistato anche quelli anglosassoni e nord-americani, i più difficili e ostici. Nel riuscirci, si è inserito di prepotenza nel ristretto gotha degli artisti internazionali».
E Adelmo, che nonostante una vita di successi culminati nell’ultimo trionfale tour “Black Cat”, con 166 concerti in 5 continenti, è rimasto il semplice ragazzo di campagna di un tempo, non può che ringraziare: «È un grande piacere per me e un grande onore ricevere questo premio, soprattutto perché vale anche come riconoscimento ai miei testi».
Quei testi in italiano, incastrati in melodie che sanno di mondo, a cui lui non ha mai voluto rinunciare: «Io gioco sul fatto che l’italiano arriva agli americani e agli inglesi come una lingua bellissima – aveva svelato al Valli – accettata nell’opera lirica ma non nel pop e men che meno nel rock. Però se ci metti una musica di qualità, non tipicamente italiana, allora sei unico. Io canto in italiano in ogni parte del mondo perché mi esprimo meglio. Non mi interessa se il pubblico straniero non capisce le parole, perché tanto è la musica che parla, lì c’è già il testo».
Tra i maggiori interpreti del rock blues in Italia, Zucchero nella sua carriera ha venduto oltre 60 milioni di dischi, di cui 8 milioni con l’album “Oro, incenso & birra”. Oltre a essere il primo artista occidentale a essersi esibito al Cremlino dopo la caduta del muro di Berlino, è anche l’unico artista italiano ad aver partecipato al Festival di Woodstock nel 1994, al Freddie Mercury Tribute nel 1992 e a tutti gli eventi del “46664” per Nelson Mandela. È, inoltre, uno dei pochi artisti italiani nominato ai Grammy, con Billy Preston ed Eric Clapton come miglior “R&B Traditional Vocal Collaboration”.
Questa sera il suo nome sarà scritto nella storia della musica, affiancando quello degli artisti (Paolo Conte, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Tom Waits, Nick Cave, Joni Mitchell...) che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
