Gazzetta di Reggio

danza 

Questa sera al Valli il debutto di Bach Project

G.B.
Questa sera al Valli il debutto di Bach Project

Il dittico di Aterballetto è formato da “Sarabande” e “Domus Aurea”  dei coreografi Kylián e Tortelli 

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REGGIO EMILIA

Un dittico accomunato dalla musica di Bach ad opera di due coreografi di diversa generazione: da una parte Jiří Kylián con “Sarabande” del 1990 e l’altra “Domus Aurea” del giovane Diego Tortelli. Questo è “Bach Project”, l’ultimo lavoro di Aterballetto, che dopo il debutto nell’ambito di Mito- Settembre Musica a Torino e Milano è di scena nell’ambito di Festival Aperto al teatro Valli questa sera alle 20.30.

«Dopo un progetto dedicato al rapporto con arte e fotografia (In/Finito), dopo la Tempesta che segna un avvicinamento al mondo del teatro, il Bach Project propone una tappa importante nell’esplorazione della relazione tra danza e musica, tra composizione classica e sua ricreazione contemporanea – spiega Gigi Cristoforetti, direttore generale della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto – “Bach Project” ci permette di centrare obiettivi ben precisi: dare spazio sia ai maestri riconosciuti che ai giovani talenti, tornando a presentare un pezzo con musica dal vivo ad opera dell’ensemble Sentieri Selvaggi».

SARABANDE

Kylián ha concepito “Sarabande” (per sei danzatori), così come numerose opere successive, come «un’avventura attraverso la coreografia». Nella sua essenza, l’opera è correlata a No More Play, Falling Angels e Sweet Dreams, come un disegno in bianco e nero che la mente e la fantasia dello spettatore possono completare e colorare. E, sebbene il punto di partenza delle coreografie sia di natura puramente intellettuale, il risultato è determinato da energie emotive. La pièce rivela strutture semplici, situazioni banali, visioni di episodi onirici, flashback, fratture nella motricità della danza e della pantomima: tutti ingredienti di questa ricetta coreografica, a garanzia che la domanda... non troverà mai una risposta.

DOMUS AUREA

Per quanto riguarda “Domus Aurea” di Diego Tortelli (apprezzato danzatore, e oggi orientato alla carriera di coreografo), alla ricerca di perfezione ed emozione della danza, si accosta anche la geometrica suggestione dello spazio scenico dell’artista visivo Massimo Uberti: linee perfette disegnate da neon costruiscono la casa dei danzatori. Una casa perfetta. Per questa coreografia, la scrittura di Bach è rivisitata da Colombo Taccani, nel segno del rispetto e della citazione, ma anche della libertà di invenzione. —

G.B.

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